Alla mia fedeltà non verrò mai meno

Alla mia fedeltà non verrà mai meno!
Omelia per sabato 22 giugno 2024

Dio le prova tutte per farci capire i nostri errori, e quando Lo abbandoniamo ci lascia liberi perché ci ama. Ma non viene mai meno alla Sua fedeltà.

Letture: 2Cr 24,17-25; Sal 88 (89); Mt 6,24-34

I Libri delle Cronache sono una rielaborazione della storia ebraica già narrata negli altri testi storici. In particolare, il Secondo Libro narra l’epoca che va dal regno di Salmone fino al ritorno dall’esilio babilonese.

La storia va avanti

Il Lezionario oggi ce ne propone come Prima Lettura un brano che si allaccia ai fatti narrati nel brano ascoltato ieri dal Secondo Libro dei Re.

Ioas, divenuto re a soli sette anni dopo l’uccisione della perfida Atalìa, regnò saggiamente per quarant’anni finché visse il sacerdote Ioiadà, provvedendo anche alla restaurazione del tempio (cfr 2Cr 24,1-4).

Il brano di oggi, però, ci segnala una “virata” nel suo comportamento morale subito dopo la morte del sacerdote:

Dopo la morte di Ioiadà, i comandanti di Giuda andarono a prostrarsi davanti al re, che allora diede loro ascolto. Costoro trascurarono il tempio del Signore, Dio dei loro padri, per venerare i pali sacri e gli idoli.

Corsi e ricorsi storici

Nella storia del popolo di Israele, l’abbandonare l’alleanza col Signore e andare in cerca di altri idoli è un’altalena continua, un tira e molla costante.

La cosa non ci stupisce, conoscendo l’animo umano.

Ma non è questo ciò che interessa raccontare all’autore sacro…

La vera costante è la fedeltà di Dio

Quello che però non dobbiamo perdere di vista leggendo queste pagine che sembrano l’ennesima fotocopia dei tempi precedenti (e la previsione di quelli futuri, compresi i nostri) è la costante fedeltà del Signore, che anzitutto cerca “con le buone” di recuperare il Suo popolo:

Il Signore mandò loro profeti perché li facessero ritornare a lui. Questi testimoniavano contro di loro, ma non furono ascoltati.

Purtroppo, l’esito è fallimentare; non solo i profeti non vengono ascoltati, ma addirittura vengono uccisi:

Zaccarìa… disse: «Dice Dio: “Perché trasgredite i comandi del Signore?»… Ma congiurarono contro di lui e per ordine del re lo lapidarono nel cortile del tempio del Signore.

Gesù stesso ricorderà questo fatto tragico per denunciare gli scribi e i farisei.1

Ci lascia liberi perché ci ama

Cosa fa Dio a questo punto? Esattamente quello che aveva predetto Zaccaria:

«poiché avete abbandonato il Signore, anch’egli vi abbandona».

Il popolo non ne vuole sapere del Signore? E allora Dio lo lascia libero, in balìa di se stesso e dei propri nemici. La cronaca, infatti, prosegue rendendo conto degli accadimenti, e interpretandoli in questa luce profetica:

All’inizio dell’anno successivo salì contro Ioas l’esercito degli Aramei… perché essi avevano abbandonato il Signore, Dio dei loro padri. Essi fecero giustizia di Ioas.

Letto in modo umano potrebbe sembrare una ripicca da bambini dell’asilo, ma non è assolutamente così: bisogna entrare nel cuore di Dio per capire il Suo immenso dolore nel lasciare i Suoi figli in balìa della propria autodeterminazione, che li porta a distruggersi da soli.

Dio è disposto a lasciarci liberi, anche quando scambiamo la libertà per libero arbitrio e facciamo le scelte più sbagliate, perché ci ama infinitamente.

Lui rimane fedele

Ma Dio, pur lasciando all’uomo la libertà reclamata, non smette mai di rimanere fedele all’alleanza e al Suo Amore.

L’autore del Salmo 89, di cui oggi ci vengono proposti alcuni versetti nel Salmo Responsoriale, l’aveva già capito benissimo:

Se… abbandoneranno la mia legge…

Punirò con la verga la loro ribellione…
Ma non annullerò il mio amore
e alla mia fedeltà non verrò mai meno.

È quanto abbiamo meditato e appuntato come hashtag all’inizio del mese leggendo e meditando il brano della Seconda Lettera a Timoteo:

se siamo infedeli, lui rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso
.

Grazie al Cielo, Lui rimane fedele, sempre: alla Sua fedeltà non verrà mai meno!

  1. «Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che costruite le tombe dei profeti… Così testimoniate, contro voi stessi, di essere figli di chi uccise i profeti… Perciò ecco, io mando a voi profeti, sapienti e scribi… perché ricada su di voi tutto il sangue innocente versato sulla terra, dal sangue di Abele il giusto fino al sangue di Zaccaria… che avete ucciso tra il santuario e l’altare» (cfr Mt 23,29-38). ↩︎