Sezione: Omelie

Riflessioni a partire dalla Parola di Dio della Liturgia

dubbi come opportunità

Nel dubbio… annuncia!

Ascensione del Signore – Quale sarà stato il primo annuncio fatto dai discepoli dopo aver ricevuto il mandato missionario da Gesù?
Di sicuro non la loro fede in Lui, dato che erano pieni zeppi di dubbi, ma l’illogica e immeritata fiducia che Gesù aveva appena rinnovato in loro, nonostante le loro paure, i loro tentennamenti, i loro tradimenti.
Se riusciamo ad immedesimarci negli Undici, sapremo anche noi trasformare i nostri dubbi e le nostre paure da ostacolo a opportunità per Dio di mostrare ancora una volta la Sua gloria e il Suo immenso Amore per l’uomo.

cambio avvocato

Cambio di avvocato?

6a Domenica di Pasqua – Per mantenere la promessa del dono dello Spirito Santo Paràclito, Gesù non ci manda un altro avvocato al posto suo, ma un avvocato in più, attraverso il quale starci ancora più vicino, ispirandoci e fortificandoci da dentro.
Fin quando era su questa terra in carne ed ossa, Gesù poteva tutt’al più stare “al fianco” dei suoi, o addirittura sostituirsi ad essi. Adesso che è «tornato al Padre» continua a svolgere la sua missione di avvocato difensore stando addirittura dentro i suoi discepoli, abitando in loro senza più sostituirsi.
È per questo nuovo modo di esserci Paràclito-avvocato che si avvera la sua promessa: «quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo» (Mc 13,11).

ignoranza sana

L’ignoranza ci salverà

5a Domenica di Pasqua – A volte i discepoli sembrano ridicoli nel porre domande impertinenti a Gesù. Eppure, proprio rispondendo a quelle domande, Gesù ci ha rivelato le più imperscrutabili altezze della sua verità di Figlio di Dio. Tommaso e Filippo appartengono a quei “piccoli” che il Padre Celeste predilige per rivelare i misteri della Sua Gloria.
Dobbiamo imparare anche noi quella sana “ignoranza” che è la base dell’umiltà e della fede.
La fede che Gesù invita ad avere in Lui per non farsi turbare il cuore è «sapere di non sapere mai abbastanza», sapere di non poter confidare in se stessi, di non aver altro appoggio sicuro che il Signore.

il guardiano e la porta

La porta e il guardiano

4a Domenica di Pasqua – Prima ancora di definirsi “Pastore”, Gesù si identifica con la porta: è da qui che la Liturgia e la Tradizione hanno cominciato a identificare il portale delle chiese con Cristo stesso, poiché Egli è colui che ci introduce nella casa del Padre. Lui solo è il «mediatore fra Dio e gli uomini».
Se accogliamo il Suo invito a passare attraverso quella “porta” che è Lui stesso, diventiamo “di casa” anche noi in questo “recinto” che è la Chiesa intesa non come luogo o insieme di riti, ma come comunione vera di intenti con Cristo e i nostri fratelli, che ci fa diventare e rimanere «un solo gregge con un solo pastore».

I discepoli di Emmaus

Eucaristia domestica

3a Domenica di Pasqua – Il racconto dei due discepoli di Emmaus ci aiuta ad approfondire il senso dell’Eucaristia che celebriamo e di come essa si inserisce nella nostra quotidianità.
In questo difficile e triste periodo in cui siamo obbligati al “digiuno eucaristico” dobbiamo però cogliere l’opportunità di riscoprire quella “eucaristia” quotidiana che si rinnova ogni giorno sulla mensa delle nostre case, chiamate ad essere delle piccole “chiese domestiche”.
Anche lì la Parola chiede di diventare carne intrecciandosi con la nostra vita e noi siamo chiamati a “spezzarci”, diventando cibo e offerta gli uni per gli altri.

sono fatto così

Non dire «sono fatto così»

Lunedì della 2a Settimana di Pasqua – Il cristiano non può dire «ormai, alla mia età, non posso più cambiare. Io sono fatto così», perché renderebbe vana la Croce di Cristo e la Grazia da Lui conquistata.
Se fossimo solo “carne” potremmo dire che molte cose sono irreparabili. Ma noi non siamo solo carne: siamo spirito. Col Battesimo siamo «rinati dall’alto», e dentro di noi lo Spirito Santo ha messo un germe di vita eterna: la Grazia di Cristo.
Attraverso questo dono noi possiamo continuamente rinnovarci interiormente per assomigliare sempre più a Cristo, che in noi fa morire «le opere della carne» e fa crescere «il frutto dello Spirito» (cfr Gal 5,16-26).