Come una madre, come un padre

Come una madre, come un padre
Omelia per martedì 18 giugno 2024 - S. Gregorio Barbarigo

Il vero pastore della Chiesa non dà solo la vita per le pecore, ma le tratta con amorevolezza, come fanno una madre e un padre coi loro figli.

Letture: 1Ts 2,1-12; Sal 77 (78); Gv 10,11-16

Ho già pubblicato il commento della Prima Lettura del martedì dell’11ª settimana del Tempo Ordinario (per completare il messaggio iniziato col testo di ieri), ma non posso non mettere due righe anche sui testi proposti dalla Liturgia Festiva propria di san Gregorio Barbarigo, per tutti i bergamaschi che domani celebreranno questa ricorrenza.

Dare la vita

Non mi soffermo sul brano di vangelo del Buon Pastore (che leggiamo e ascoltiamo tantissime volte durante l’anno), se non sulla prima frase, che fa da punto-cardine della Prima Lettura:

«Il buon pastore dà la propria vita per le pecore».

Che questa affermazione di Gesù sia il punto-cardine del brano della Prima Lettera di san Paolo ai Tessalonicesi è abbastanza evidente:

Così, affezionati a voi, avremmo desiderato trasmettervi non solo il vangelo di Dio, ma la nostra stessa vita, perché ci siete diventati cari.

È il tratto unico e distintivo del Pastore rispetto al mercenario, e Paolo, come tutti gli altri apostoli, sulle orme del suo Maestro, arriverà non solo a desiderare di dare la vita, ma a darla veramente.

Non per interesse

Anche Paolo ribadisce di non aver mai agito da mercenario:

Mai abbiamo usato parole di adulazione… né abbiamo avuto intenzioni di cupidigia: Dio ne è testimone. E neppure abbiamo cercato la gloria umana, né da voi né da altri, pur potendo far valere la nostra autorità di apostoli di Cristo.

Sofferenze, fatiche e lotte

Dare la vita non è solo l’atto finale del proprio ministero, ma è un cammino quotidiano verso il Calvario, fatto di sacrifici, rinunce, sofferenze: così è stato per Paolo.

Le sofferenze e gli oltraggi subiti a Filippi, le molte lotte e le fatiche di cui l’apostolo parla all’inizio del brano, sono quelli che abbiamo ascoltato e meditato leggendo gli Atti degli Apostoli durante il Tempo Pasquale.1

Come fanno una madre e un padre

Ma – permettete alla mia sensibilità che si commuove facilmente – il passaggio che più mi piace sottolineare di questo testo è il paragonarsi di Paolo a una madre o un padre che si prendono cura dei loro figli:

siamo stati amorevoli in mezzo a voi, come una madre che ha cura dei propri figli.

…come fa un padre verso i propri figli, abbiamo esortato ciascuno di voi…

I due tratti (materno e paterno, di tenerezza e di fermezza) sono necessari a chiunque voglia essere pastore nella Chiesa, appunto perché le pecore non sono una “proprietà” del pastore, ma il suo tesoro più caro, essendo i suoi figli.2


Che il Signore conceda tutte queste caratteristiche a noi, Suoi pastori, e a tutti coloro che hanno in affido delle “pecore”, a cui dare la vita giorno per giorno, prendendosene cura amorevolmente (quindi a tutti i genitori, che di questi tratti sono i primi depositari per vocazione).

  1. Cfr Omelia per lunedì 6 maggio 2024 e Omelia per martedì 7 maggio 2024. ↩︎
  2. Sono i tratti del pastore descritto nel Libro del profeta Ezechiele (cfr Ez 34,11-16), a cui attinge anche Gesù per il discorso del Buon Pastore (cfr Gv 10,11-18.27-30) e la parabola della pecorella smarrita (cfr Lc 15,1-7). ↩︎