Dio non tenta nessuno

Dio non tenta nessuno
Omelia per martedì 13 febbraio 2024

Letture: Gc 1,12-18; Sal 93 (94); Mc 8,14-21

Il titolo che ho scelto per questa breve riflessione è l’affermazione più importante del brano della lettera di Giacomo che ascoltiamo nella prima lettura di oggi:

Nessuno, quando è tentato, dica: «Sono tentato da Dio»; perché Dio non può essere tentato al male ed egli non tenta nessuno.

Perché Dio mi ha fatto così?

Credo sia una verità di ribadire con convinzione, perché non di rado mi capita di ascoltare in confessione qualche penitente che, disperato per il ripetersi degli stessi peccati, si lamenta dicendo

«Perché Dio mi ha fatto così? Perché mi ha creato con queste pulsioni e questi desideri che non riesco a tenere a freno?»

Se è umanamente comprensibile la frustrazione di queste persone, è assolutamente necessario chiarire loro la verità teologica del nostro essere creature: Dio ci ha creati a Sua immagine e somiglianza (cfr Gen 1,26), dotati di altissima dignità, di ragione, intelligenza, intuito, istinto, sentimento, sensibilità… e – soprattutto – della libertà di agire.

Dono e compito

La libertà è un grande dono, ma anche una grande responsabilità, e non possiamo reclamarla quando ci piace e “restituirla” quando ci rendiamo conto di averla usata male.

A molti, vedendosi incapaci di gestire tutta questa responsabilità, farebbe comodo essere delle marionette, dei burattini manovrati da Dio…

Dio non tenta nessuno

Tornando a noi, Dio ci ha messo nelle mani grandi potenzialità, ma non certo per metterci nei guai!

Le prove fanno parte della vita, e le tentazioni, come dice l’apostolo nel prosieguo del testo, sono frutto delle nostre passioni, che ci attraggono e seducono.

Dio non ci tenta, mai!

Tutt’al più, permette che siamo tentati, ma sempre standoci accanto nel momento della prova e della tentazione.

Dio è nostro Padre

Da Dio non può venirci altro che bene:

ogni buon regalo e ogni dono perfetto vengono dall’alto e discendono dal Padre, creatore della luce: presso di lui non c’è variazione né ombra di cambiamento.

Lo diceva già Gesù, riguardo alla preghiera:

Chi di voi, al figlio che gli chiede…. un pesce, gli darà una serpe? …quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! (cfr Mt 7,9-11)

Non facciamoci ingannare

Giacomo ci raccomanda di non farci ingannare su questo tema, perché è proprio del diavolo trarci in inganno: prima ci fa cadere in tentazione e poi ci fa cercare un colpevole altro da noi (e da lui), come nel racconto del peccato originale.1

Da quel momento in poi, l’uomo si è ammalato di quella malattia tutta particolare che, con un neologismo, definirei “altrite”: il rimandare la colpa ad altri, il dire «non è colpa mia!».

Così fece Adamo, quando il Signore gli chiese chi gli avesse fatto conoscere la sua nudità, puntando il dito sulla donna (e su Dio stesso):

«La donna che tu mi hai posta accanto mi ha dato dell’albero e io ne ho mangiato».

E pensare che un attimo prima aveva ringraziato Dio con un poema, un grido di esultanza,2 per avergli donato Eva… invece adesso lo accusa: «mi hai dato il giocattolo sbagliato… si è rotto subito!»

Preghiamo

Per rafforzare in noi la convinzione che Dio non solo non ci tenta, ma addirittura ci sostiene nel momento della prova, facciamo nostre le parole del Salmo Responsoriale di oggi:

il Signore non respinge il suo popolo
e non abbandona la sua eredità


Quando dicevo: «Il mio piede vacilla»,
la tua fedeltà, Signore, mi ha sostenuto.
Nel mio intimo, fra molte preoccupazioni,
il tuo conforto mi ha allietato.

  1. Cfr Gen 3,1-13. ↩︎
  2. «Questa volta è osso dalle mie ossa, carne dalla mia carne. La si chiamerà donna, perché dall’uomo è stata tolta», Gen 2,23. ↩︎