Frutti cattivi, falsi profeti, lupi rapaci

vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci! Dai loro frutti li riconoscerete
Omelia per mercoledì 26 giugno 2024

I frutti avvelenati dei falsi profeti odierni sono la confusione del cuore, la divisione, il settarismo, l’arroganza nei confronti della Chiesa.

Letture: 2Re 22,8-13;23,1-3; Sal 118 (119); Mt 7,15-20

Per un commento alla Prima Lettura e al Salmo Responsoriale vi rimando alla riflessione di due anni fa, in cui ho invitato a riaprire, riscoprire e ascoltare la Parola di Dio.

Attenti a… noi stessi!

Il breve brano di vangelo è un avvertimento serio:

«Guardatevi dai falsi profeti, che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci!»

Non guardiamoci subito attorno: le parole di Gesù devono anzitutto scavare dentro ciascuno di noi, in particolare noi sacerdoti, che abbiamo il mandato di essere “profeti”, ovvero di predicare il Vangelo di Gesù (e non noi stessi).

Frutti avvelenati

«Dai loro frutti li riconoscerete.

Si raccoglie forse uva dagli spini, o fichi dai rovi?»

Sono immagini tanto semplici quanto lapidarie, che ci invitano a verificare la nostra vita, per vedere se ci accontentiamo di essere piante ornamentali belle da vedere ma i cui frutti (se ci sono) sono velenosi.

Lupi rapaci

Passando diverse ore in confessionale tutti i giorni, posso confermare che anche la Chiesa di oggi è popolata di falsi profeti, che creano facile consenso attraverso la popolarità ma agitano e confondono il cuore di tante persone fragili in cerca della Verità.

Sono lupi rapaci perché spesso, invece di rendere libere le persone, le asservano a sé, creando dipendenze malate.

Falsi profeti

Sacerdoti che si atteggiano a moderni Savonarola minacciando castighi divini via radio, influencer che – per attirare click – si inventano le più “moderne” interpretazioni della Sacra Scrittura (ovviamente tutte fuori da ogni concordanza col Magistero della Chiesa)…

“Teologi” che si sentono depositari della Verità e confondono poveri cristiani (magari in cerca solamente di un commento al vangelo del giorno su internet), sparando assurdità, svuotando di verità i miracoli di Gesù,1 etc.

Dai loro frutti li riconoscerete

Al di là dei frutti concreti, delle opere (le quali non sono verificabili, dato che nessuno di noi può andare a vedere come vivano nel concreto il loro essere cristiani), il primo frutto avvelenato evidente è la confusione che portano nel cuore di tanta gente, la paura che seminano nell’animo di credenti già fragili e disperati.

Viene in mente subito il testo paolino che abbiamo meditato il giorno di Pentecoste, che mette a confronto le opere della carne e il frutto dello Spirito:

Il frutto dello Spirito è amore, gioia, pace…

Questi lupi rapaci invece sbranano la poca pace che c’è nel cuore, tolgono la gioia e la serenità, parlando male del Papa, denigrando il Concilio Vaticano II, sbeffeggiando la Madonna, inventando di sana pianta una nuova “liturgia”, etc. …

I frutti avvelenati che i falsi profeti odierni gettano nei cuori sono la confusione dell’animo, la divisione, il settarismo, l’arroganza nei confronti della Chiesa.

Il frutto dell’umiltà

Per verificarne la bontà dell’albero (il nostro e quello dei sedicenti “profeti”), il primo frutto da ricercarvi è l’umiltà, che contraddistingue i santi: nessun santo si è autoproclamato salvatore dell’umanità o soluzione di ogni problema.2

Ci doni il Signore di rimanere umili, obbedienti all’insegnamento di Gesù e a quello della Chiesa.

  1. Dicendo, ad esempio, che Gesù non avrebbe veramente risuscitato Lazzaro ma avrebbe convinto Marta e Maria che era vivo nel Regno dei Cieli, che la moltiplicazione dei pani non fu tale ma solamente un invito alla condivisione di quanto ciascuno aveva con sé, etc. … ↩︎
  2. Basti pensare alla differenza tra san Francesco d’Assisi e i movimenti pauperistici eretici del suo tempo, come i catari: il primo rispettava e riveriva preti, vescovi e papi, pur sapendo che erano orrendamente indegni e peccatori, i secondi cercavano di ripristinare la “purezza” della Chiesa ammazzando tutti quelli che secondo loro non erano degni. ↩︎