Io ho scelto voi e vi ho costituiti. San Mattia apostolo

Mostra quale hai scelto

Mattia non viene scelto in base a criteri umani, ma accogliendo nella preghiera l’indicazione del Signore. Così deve essere nella Chiesa, sempre.

Omelia per martedì 14 maggio 2024

Letture: At 1,15-17.20-26; Sal 112 (113); Gv 15,9-17

Di Mattia sappiamo veramente poco: le uniche informazioni certe sono quelle contenute nel brano degli Atti degli Apostoli che ascoltiamo oggi come Prima Lettura.

Uno dei settantadue

Stando all’affermazione di Pietro, Mattia fu scelto

«tra coloro che sono stati con noi per tutto il tempo nel quale il Signore Gesù ha vissuto fra noi, cominciando dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo».

Non è improbabile, perciò, che facesse parte dei 72 discepoli designati dal Signore e da Lui mandati a due a due davanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi (cfr Lc 10,1).

Il curriculum

È interessante ricavare da questo brano una sorta di “curriculum”, necessario per poter diventare apostolo.

Stare con Gesù

Anzitutto, una caratteristica fondamentale ribadita da Pietro è l’essere stati con Gesù e con gli altri. Si legge, infatti, nel vangelo di Marco, a proposito della chiamata dei Dodici:

Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli -, perché stessero con lui e per mandarli a predicare (cfr Mc 3,13-14).

Testimone della Risurrezione

In secondo luogo, Pietro, continua dicendo che il compito e il ministero del sostituto di Giuda sarà quello di essere «testimone della Risurrezione».

Scrive san Giovanni Crisostomo nella sua Omelia su questo brano degli Atti:

Non dice: testimone di ogni cosa, ma «testimone della sua risurrezione», semplicemente.
Infatti era più credibile uno che affermasse: Colui che mangiava, beveva e fu crocifisso, è proprio lo stesso che è risuscitato. Perciò non era necessario che fosse testimone del passato né del tempo successivo e neppure dei miracoli, ma solo della risurrezione. Gli altri avvenimenti erano noti ed evidenti; la risurrezione invece era avvenuta di nascosto ed era nota solo a quei pochi.

Nessun confronto

Prima ho usato il termine “curriculum”, ma è improprio: per entrare a far parte del gruppo degli apostoli non viene presentato un curriculum vitae né, tantomeno, si fa una campagna elettorale.

Non si fa l’elenco dei pregi e dei difetti di ciascuno dei candidati, cadendo nella trappola del confronto umano.

Io ho scelto voi

Il metodo della scelta è quello della preghiera di affidamento alla volontà del Signore:

«Tu, Signore, che conosci il cuore di tutti, mostra quale di questi due hai scelto».

È il Signore che sceglie, come afferma Gesù nel brano di vangelo odierno:

«Non voi avete scelto me, ma io ho scelto voi e vi ho costituiti…»

Il criterio della scelta

Nel nostro modo di procedere umano abbiamo criteri ben precisi per la “scelta del personale” (sempre che si proceda correttamente, e non per corruttela): si sceglie la persona più meritevole, più competente…

Nel campo del ministero, invece, è Dio che sceglie, secondo criteri che a noi sfuggono e rimangono misteriosi.

Esame di coscienza ecclesiale

Per questo, nell’ambito della Chiesa è sempre bene tener presente questa pagina, che ci raccomanda di procedere sempre con un discernimento fatto passando attraverso il crogiuolo della preghiera di abbandono e affidamento totale allo Spirito Santo.

In tal senso, l’Omelia del Crisostomo che ho citato sopra (e che vi invito a leggere per intero), dà delle indicazioni davvero interessanti, sulle quali anche la Chiesa di oggi ha molto da riflettere e farsi un serio esame di coscienza.1

  1. «…non poteva essere lo stesso Pietro a scegliere? Certo che poteva, ma se ne astiene per non sembrare di fare parzialità… Non li presentò lui, ma tutti. Lui motivò la scelta, dimostrando che non era sua, ma già contemplata dalla profezia. Così egli fu solo l’interprete, non uno che impone il proprio giudizio» (San Giovanni Crisostomo, Omelie sugli Atti degli Apostoli, 3). ↩︎