La compassione si fa preghiera

La compassione di Gesù
Omelia per martedì 9 luglio 2024

Non smettiamo di avere in noi gli stessi sentimenti di Cristo, di provare compassione per tutti quelli che vivono senza sapere perché o per chi.

Letture: Os 8,4-7.11-13; Sal 113B (115); Mt 9,32-38

Per un commento alla Prima Lettura vi rimando alla riflessione che ho proposto due anni fa, dove ho cercato di spiegare il significato profondo dell’idolatria come adorazione di sé.

Infinita compassione

Al centro del brano di vangelo, invece (credo non ci sia bisogno che lo sottolinei io), c’è la compassione di Gesù.

Il verbo utilizzato dagli evangelisti per esprimere questo sentimento di Gesù (l’abbiamo già detto altre volte) è molto particolare, e indica il commuoversi fino alle viscere, come una donna incinta che percepisce i movimenti del feto nel suo grembo.1

La compassione e la tenerezza di Gesù sono infinite, perché percepiscono fin nei minimi particolari la situazione di sofferenza fisica e spirituale dell’umanità:

Vedendo le folle, ne sentì compassione, perché erano stanche e sfinite come pecore che non hanno pastore.

Gesù prova compassione per tutti coloro che vivono senza sapere perché, senza sapere per chi o per che cosa valga la pena vivere.

(Anche sulla tenerezza e la cura del pastore verso le sue pecore ho già argomentato tante volte,2 e non è il caso di stare qui a dilungarmi nuovamente).

Perché si commuove?

Vi siete mai chiesti perché Gesù si commuova così?

Certamente perché, essendo Figlio di Dio, è – Lui pure – misericordia divina infinita… ma c’è in Lui anche un sentimento tutto umano, se ci pensiamo bene.

Il fatto di essersi incarnato l’ha sottoposto a forti limitazioni del Suo potere: pur avendo la possibilità di guarire ogni malattia, di dominare le forze della natura e risuscitare da morte,3 anche Dio, in Gesù, si è sottomesso alle regole dello spazio e del tempo.

Guardando le folle bisognose di ascolto, amore, comprensione, guarigione e vita, Gesù ha dovuto constatare di non poter arrivare dappertutto… Gesù non ha potuto ascoltare tutti, guarire tutti, risuscitare tutti, nemmeno di quella piccola “fetta di mondo” che era la Palestina del Suo tempo.

È l’esperienza che – in parte – facciamo anche noi quando, pur mossi da tutti i più buoni sentimenti e la buona volontà (e animati dalla carità divina), dobbiamo sottostare alle leggi della fisica e alla nostra fragilità.

Che fare allora?

Che fare in questi casi?

La prima cosa è non farsi scoraggiare e non smettere di provare compassione.

Spesso, infatti, quando ci sentiamo sconfitti e incapaci di risolvere i gravi problemi dell’umanità, oltre a scoraggiarci, rischiamo di gettare la spugna e arrenderci, lasciando che la delusione prenda il sopravvento, fino ad assuefarci alle sofferenze dell’umanità, guardandole da fuori, con rassegnata indifferenza.

La seconda è seguire il consiglio di Gesù:

«Pregate dunque il signore della messe perché mandi operai nella sua messe!»

Di fronte all’abbondanza della messe, all’immensità dei bisogni del mondo, non bisogna dimenticare che tutto è nelle mani di Dio, il quale non smette mai di provvedere con Amore ai bisogni dell’umanità con la Sua infinita Provvidenza.

Importanza della preghiera

La preghiera non è una “scappatoia spirituale”, un “rifugiarsi in chiesa” quando non si sa più cosa fare!

La preghiera ci unisce intimamente a Dio, ci tiene in continuo contatto coi sentimenti di Gesù4 e ci coinvolge nell’opera della divina Provvidenza perché, tra gli operai disponibili per andare nella Sua messe, se Dio lo ritiene opportuno, ci mettiamo anche noi!5

Il compito della Chiesa

È questo il compito della Chiesa: essere il “prolungamento” della compassione di Gesù, per far sentire all’uomo di oggi che Gesù lo ama con tenerezza.

Come ha detto tante volte Papa Francesco, la Chiesa non è «una ONG pietosa», un’organizzazione efficiente di iniziative, ma è il tentativo di far arrivare lo sguardo compassionevole di Gesù a tutti.

  1. A questo link trovate un approfondimento interessante su questo vocabolo greco. ↩︎
  2. Cfr Omelia per la 4ª Domenica di Pasqua (B), 25 aprile 2021; Omelia per la 4ª Domenica di Pasqua (C), 8 maggio 2022. ↩︎
  3. È il riassunto dei capitoli 8 e 9 di Matteo, incentrati sui miracoli. ↩︎
  4. Cfr Fil 2,5. ↩︎
  5. Cfr Is 6,8. ↩︎