L’amore rende ciechi

L'amore rende ciechi
Omelia per giovedì 8 febbraio 2024

Letture: 1Re 11,4-13; Sal 105 (106); Mc 7,24-30

È proprio vero il detto che «più alto è il piedistallo sul quale si è saliti, più è grande il tonfo che si sente quando si cade».

Dalle stelle alle stalle

Così è la vicenda di Salomone: dall’altezza della sapienza e ricchezza ammirate da tutti, la sua uscita di scena è disastrosa, e quel che rimane del suo regno è veramente poco o niente.

Subito dopo la sua morte, le tribù che Davide aveva cercato di unire con tanta fatica e passione si divideranno fino a contrapporsi.

L’amore acceca

La Scrittura sembra individuare la ragione di questo fallimento nell’amore di Salomone per le sue mogli:

le sue donne gli fecero deviare il cuore… e il suo cuore non restò integro con il Signore Dio, come il cuore di Davide, suo padre.

Letto così, il testo sembra biecamente maschilista, addossando tutte le colpe al genere femminile; occorre leggere i versetti precedenti per capire cosa realmente intenda dire:

Il re Salomone amò molte donne straniere… provenienti dai popoli di cui aveva detto il Signore agli Israeliti: «Non andate da loro ed essi non vengano da voi, perché certo faranno deviare i vostri cuori dietro i loro dèi». Salomone si legò a loro per amore… (cfr 1Re 11,1-3).

Quando si dice che «l’amore è cieco» o che «rende ciechi», si intende dire proprio questo: a volte, per amore, non si ragiona più, e si fanno cose senza senso, senza pensare alle conseguenze.

Un cuore divisivo

Per di più, quando l’amore non è concentrato in un’unica direzione, il rischio di dispersione è ancora più grande.

Salomone cerca di amare tutte quante le sue mogli, perciò il suo cuore è diviso; infatti, il testo dice che «il suo cuore non restò integro».

Il suo cuore è diviso: perciò, l’unico modo di cercare di farci stare dentro tutti è quello di non scontentare nessuno.

Salomone non sa vivere altra forma di amore che l’accondiscendenza; ma l’amore vero, quello che non ascolta solo il sentimento, ma anche la ragione, tiene conto di tutto e di tutti, non solo dell’oggetto del proprio amore: per il bene di tutti (dell’amato, di se stessi e del mondo intero) sa dire anche dei «no».

Cosa non si fa “per amore”!

È a causa di questo cuore diviso che Salomone perde di vista l’Amore e la fedeltà verso il Signore, un po’ come dice l’apostolo Paolo ai Corinzi:

chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso! (cfr 1Cor 7,29-35)

Salomone non si allontana da Dio scientemente, per volontà di seguire altri dèi e idoli, ma per accontentare le sue mogli, le loro famiglie e tradizioni culturali di provenienza:

…costruì un’altura per Camos, obbrobrio dei Moabiti, sul monte che è di fronte a Gerusalemme, e anche per Moloc, obbrobrio degli Ammoniti. Allo stesso modo fece per tutte le sue donne straniere, che offrivano incenso e sacrifici ai loro dèi.

Due amori a confronto

È del tutto evidente che l’amore di Salomone, ormai, «fa acqua da tutte le parti».

Proprio per questo risalta in modo ancora più evidente l’infinita distanza dall’Amore di Dio, che rimane fedele per sempre, nonostante le infedeltà dell’uomo:

«Poiché… non hai osservato la mia alleanza… ti strapperò via il regno e lo consegnerò a un tuo servo… Ma… una tribù la darò a tuo figlio, per amore di Davide, mio servo, e per amore di Gerusalemme, che ho scelto».

Le scelte scellerate di Salomone avranno per forza delle conseguenze, ma l’Amore di Dio lascerà sempre acceso quel “lumicino” di speranza che un giorno o l’altro dal tronco di Iesse potrà rispuntare un germoglio e ridare vita a quel Regno ormai disgregato (cfr Is 11,1-5).


Ci sia da monito questa pagina, per saper vigilare sul nostro cuore, cosicché resti integro e capace di amare in modo autentico, come il Signore ci insegna.