Lo stolto guarda il dito. Solennità dell’Immacolata

Lo stolto guarda il dito
Omelia per venerdì 8 dicembre 2023

Letture: Gen 3,9-15.20Sal 97 (98)Ef 1,3-6.11-12Lc 1,26-38

C’è un proverbio tanto famoso quanto di origine ignota, che si cita spessissimo:

Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito.

Oggi lo faccio diventare il titolo della mia riflessione per questa solennità.

Vi chiederete il perché.

Credenti stolti

È presto detto: perché molti cristiani nutrono verso la Madonna (e anche alcuni santi) non una sana devozione, ma quasi un atteggiamento idolatrico; invece di guardare a Maria come destinataria dell’Amore di Dio ed esempio di discepolato da seguire nel cammino di fede, la trattano come una divinità.

Quando ero parroco rimproveravo scherzosamente le mie pecorelle (ma per invitarle a una seria riflessione), facendo osservare che la loro scala gerarchica devozionale aveva il seguente ordine:

  1. i cari defunti,
  2. la Madonna,
  3. i Santi,
  4. (alla fine, ogni tanto, forse, se ci ricordiamo…) il Signore.

Sotto sotto siamo rimasti ancora un po’ pagani e idolatri: si pregano queste specie di “spiriti magici” per ottenere qualche miracolo.

Devozione malata

Madonne che piangono, che appaiono di continuo, che portano messaggi come i corrieri e i postini… robe da matti!

Come guardiamo Maria?

Anche nelle giornate del 16 e 17 novembre scorsi, in occasione della presenza della Madonna Pellegrina di Lourdes presso il nostro Santuario – assieme a tanta fede e umile preghiera – ho visto con sgomento e malcelato fastidio tanti atteggiamenti sguaiati, di gente che voleva a tutti i costi avvicinarsi alla statua per toccarla.

Al di là del fatto incredibile del pensare che la copia (!) di una statua possa avere poteri miracolosi, mi chiedevo quanto queste persone si ricordassero chi quella statua rappresentasse.

Maria non vuole

Io sono convito che la prima ad “arrabbiarsi” di tante manifestazioni di devozione malata sia propria Maria.

Se c’è una creatura che ha passato la sua esistenza a “deviare” lo sguardo da lei a suo Figlio questa è proprio la nostra Madre Celeste.

Le parole che più riassumono in lei questo atteggiamento sono quelle pronunciate a Cana di Galilea verso i servi:

«Qualsiasi cosa vi dica, fatela» (cfr Gv 2,1-5).

Maria invita a guardare Gesù, ad ascoltare la Sua Parola; ella è proprio il contrario dei “personaggi famosi” di oggi, che continuano a ripetere «io qui… io là… fidati di me… fai come ti dico io…» (basta riguardarsi la stomachevole sfilza di “io” che ci ha rifilato la nostra Premier nell’esclusiva intervista a TG Poste il 30 novembre scorso).

Grande è il Signore

Credo che non esista testo migliore per meditare l’autoconsapevolezza di Maria che il suo Magnificat (Lc 1,46-55).

Anche la grazia dell’Immacolata Concezione, che la Chiesa ci fa meditare in questa solennità, trova tutto il suo significato più vero nelle parole «Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente».

È Dio che l’ha preservata da ogni macchia di peccato in previsione della morte di Cristo e per preparare una degna dimora per Suo Figlio, come preghiamo nella Colletta (l’Orazione prima delle letture).

Maria ci invita a guardare non a lei, ma a Colui che «ha guardato l’umiltà della sua serva» e l’ha fatta «piena di grazia», come aveva sentito nell’annuncio dell’arcangelo Gabriele.

La giusta percezione di sé

Dio ci ha donato Maria e i Santi perché facciano da specchio o, meglio, da vetrate colorate ma trasparenti che ci permettono di intravedere la Sua gloria, come dicevo in una riflessione qualche anno fa.

È questa giusta e vera percezione di sé che Maria e i Santi ci invitano ad avere anche di noi stessi, e che ci fa cantare estasiati come l’apostolo Paolo nella seconda lettura:

Benedetto Dio…

che ci ha benedetti… in Cristo.

In lui ci ha scelti… per essere santi e immacolati…

predestinandoci a essere per lui figli adottivi…

È così che ci dobbiamo guardare d’ora in poi, che ci dobbiamo presentare di fronte al mondo: come figli infinitamente amati da un Padre che ci ha ricolmati di ogni grazia, come Maria.