Martedì della 9ª settimana del Tempo Ordinario (II)

Letture del martedì della 9ª settimana del Tempo Ordinario. Lezionario Romano (Anno II).

Prima Lettura

Aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova.

Dalla seconda lettera di san Pietro apostolo

2Pt 3,11b-15a.17-18

Carissimi, quale deve essere la vostra vita nella santità della condotta e nelle preghiere, mentre aspettate e affrettate la venuta del giorno di Dio, nel quale i cieli in fiamme si dissolveranno e gli elementi incendiati fonderanno! Noi infatti, secondo la sua promessa, aspettiamo nuovi cieli e una terra nuova, nei quali abita la giustizia.

Perciò, carissimi, nell’attesa di questi eventi, fate di tutto perché Dio vi trovi in pace, senza colpa e senza macchia. La magnanimità del Signore nostro consideratela come salvezza.

Voi dunque, carissimi, siete stati avvertiti: state bene attenti a non venir meno nella vostra fermezza, travolti anche voi dall’errore dei malvagi. Crescete invece nella grazia e nella conoscenza del Signore nostro e salvatore Gesù Cristo. A lui la gloria, ora e nel giorno dell’eternità. Amen.

Salmo Responsoriale

Dal Sal 89 (90)

℟. Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.


Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati, 
da sempre e per sempre tu sei, o Dio. ℟.


Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo». 
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato, 
come un turno di veglia nella notte. ℟.


Gli anni della nostra vita sono settanta, 
ottanta per i più robusti,
e il loro agitarsi è fatica e delusione; 
passano presto e noi voliamo via. ℟.


Saziaci al mattino con il tuo amore: 
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni. 
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli. ℟.

Canto al Vangelo

(Ef 1,17-18)

Alleluia, alleluia.

Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo
illumini gli occhi del nostro cuore
per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati.

Alleluia.

Vangelo

Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio.

Dal Vangelo secondo Marco

Mc 12,13-17

In quel tempo, mandarono da Gesù alcuni farisei ed erodiani, per coglierlo in fallo nel discorso.

 Vennero e gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non hai soggezione di alcuno, perché non guardi in faccia a nessuno, ma insegni la via di Dio secondo verità. È lecito o no pagare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare, o no?».

Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse loro: «Perché volete mettermi alla prova? Portatemi un denaro: voglio vederlo». Ed essi glielo portarono.

Allora disse loro: «Questa immagine e l’iscrizione, di chi sono?». Gli risposero: «Di Cesare». Gesù disse loro: «Quello che è di Cesare rendetelo a Cesare, e quello che è di Dio, a Dio».

E rimasero ammirati di lui.

Omelie per questa ricorrenza

Fonte: www.chiesacattolica.it