Rimanere

Rimanere in Lui
Omelia per martedì 2 gennaio 2024

Letture: 1Gv 2,22-28; Sal 97 (98); Gv 1,19-28

C’è un termine che torna ben cinque volte nel brano della prima lettura di oggi: il verbo «rimanere». Giovanni lo usa con due sfumature di significato diverse.

Accogliere il dono, ogni giorno

La prima è il permettere che rimanga dentro ognuno di noi il dono ricevuto da Dio.

Con questo dono si intende anzitutto la Parola, il messaggio di salvezza, il Verbo eterno («quello che avete udito da principio»).

Più avanti questo stesso dono viene descritto come «l’unzione che avete ricevuto da Lui», ovvero la “consacrazione”, la “crismazione”.

Dio ci ha donato il Suo Verbo eterno incarnato, e in Lui, Suo Cristo (suo Consacrato), ci ha consacrati a nostra volta come figli Suoi e a Lui sacri: questo è il grande Dono che Egli ci ha fatto.

Ma è un dono da accettare, da accogliere, a cui fare posto in noi ogni giorno.

Sì, perché «i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili» (cfr Rm 11,29), ma non sono imposti con la forza: occorre accoglierli nella totale libertà della propria risposta alla Grazia.

Si tratta di fare spazio ogni giorno dentro di sé a Dio stesso; e il primo modo per attuare questa accoglienza è accettare la verità che Gesù è il Cristo di Dio, il Suo Figlio unigenito.

Rimanere nella Comunione

La seconda accezione del verbo rimanere è ancora più attiva, perché si intende la volontà e l’impegno di rimanere uniti al Padre e al Figlio, secondo quelle dinamiche di “osmosi spirituale” descritte da Gesù nel discorso della vite e dei tralci:

«Rimanete in me e io in voi. Come il tralcio non può portare frutto da se stesso se non rimane nella vite, così neanche voi se non rimanete in me. Io sono la vite, voi i tralci» (cfr Gv 15,1-11).

Il permettere a Dio di rimanere in noi è la condizione necessaria perché noi possiamo rimanere in Lui:

Se rimane in voi quello che avete udito da principio, anche voi rimarrete nel Figlio e nel Padre.

L’abbraccio di due libertà

Sono due libertà che si incontrano e si abbracciano, quella di Dio e la nostra:

«Rimanete in me e io in voi» (Gv 15,4).

Se permettiamo che questo abbraccio si realizzi, ogni giorno, avremo in noi la Vita:

«Se rimanete in me e le mie parole rimangono in voi, chiedete quello che volete e vi sarà fatto» (Gv 15,7).


questa è la promessa che egli ci ha fatto: la vita eterna (1Gv 2,25).