Argomento: ascolto

Saper scegliere

Saper scegliere

17a Domenica del Tempo Ordinario
Riusciamo a fare sintesi di tutte le parabole che abbiamo ascoltato in queste tre domeniche e a trovare una definizione o descrizione di cosa sia il Regno dei cieli?
In realtà, sappiamo già che il Regno dei cieli non è un luogo, ma è Dio stesso, che si è reso presente in Gesù, che ci è venuto incontro è si è fatto “Emmanuele”: «Dio con noi».
Il regno dei cieli è già in mezzo a noi (cfr Lc 17,21)! Ma – anche se sta crescendo – non è ancora del tutto compiuto.
Allora queste parabole – più che indicarci cosa sia (o come sia fatto) il regno dei cieli – ci vogliono insegnare come fare a conquistarlo, ad aiutare il Signore a portarlo a compimento.
Alla fine, ciò che accomuna tutte queste parabole, è il bisogno di sapere discernere, di saper scegliere cosa vale veramente nella nostra vita, quale sia davvero il tesoro, la perla preziosa per cui vale la pena vendere tutto quello che si ha.
Attenti però, a non fare come chi il tesoro e la perla li ha già, ma li dà via in modo sprovveduto, pensando di concludere un vero affare!

Diecimila e un “perché?”

Perché? ...e perché? ...ma perché?

15a Domenica del Tempo Ordinario
Cosa hanno i discepoli di così diverso perché Gesù dica loro «a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli»?
Sono migliori degli altri? Hanno dei meriti da vantare? No di certo! I vangeli ce li presentano spietatamente, in tutta la loro fragilità.
Loro però, di fronte alla Parola, non sono rimasti indifferenti, ma l’hanno fatta diventare essenziale. Loro hanno preso sul serio l’invito finale di Gesù: «Chi ha orecchi, ascolti».
Un conto è “sentire”, un altro è “ascoltare”. Tutti coloro che hanno le orecchie (e non hanno problemi di udito) ci sentono, ma non tutti ascoltano. Anzi, la maggior parte – oggi come allora – non è disposta ad ascoltare.
I discepoli, invece, ogni volta che non capivano qualcosa non sono andati avanti alla cieca, e nemmeno hanno cercato in se stessi o nel mondo le risposte, ma hanno rivolto a Gesù la “fastidiosa” parola magica: «perché?»
Credo proprio che anche questo continuare a tempestare il Signore di assillanti e impertinenti «perché?» sia una caratteristica di quel «diventare come bambini» che Gesù raccomanda a chi vuole entrare nel Regno dei cieli (cfr Mt 18,3).

Ascoltatori, non spettatori

Ascolta!

2a Domenica di Quaresima – Dopo averci assicurato che non ci abbandona nella tentazione, il Signore ci invita a proseguire il cammino con Lui. E non è una “passeggiata”. Sul monte alto della Trasfigurazione siamo invitati a trasfigurarci anche noi: da semplici “spettatori” a veri ascoltatori. Non possiamo più accontentarci di vivere il nostro essere cristiani come dei “ripetitori” che dicono automaticamente «Tu sei il Figlio di Dio». Ora si tratta di crederGli, di prenderLo sul serio come tale, di ascoltarLo, di obbedirGli e di seguirLo, fino alla Croce. Dal Tabor si intravede già il Calvario. È là che siamo chiamati ad andare perché la nostra vita si trasfiguri in Lui.

Stia zitto! Lei non sa chi sono io!

Ssshh! Silenzio!

Novena di Natale 3 – Zaccaria viene ammutolito, ma non è una punizione divina: è la condizione di chi non crede, di chi pensa che Dio debba per forza sempre seguire schemi prestabiliti dalla religione. L’incredulità impedisce non solo di cantare le grandi opere di Dio, ma di entrare in relazione con gli altri. Allo stesso tempo, il silenzio al quale viene ridotto Zaccaria è la condizione essenziale per mettersi nuovamente e sinceramente in ascolto di Dio, per riscoprirlo in una fede sincera che nasce dallo stupore davanti alle Sue opere.