Argomento: fiducia in Dio

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La fede non è un’opinione

21ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

la fede non è un'opinione

Pietro prova a rispondere alla domanda tagliente di Gesù, mosso dalla sua solita generosità istintiva e irruente.
E Gesù gli fa i complimenti. Ma non gli dice “bravo”: lo chiama – invece – «beato», perché quello che è successo dentro di lui non è stato un “indovinare la risposta giusta”, ma entrare in una relazione.
Capire che Gesù è il Cristo è frutto di una rivelazione, e il Rivelatore è Dio!
La fede (quella di Pietro e quella di ogni credente) non è frutto di un’opinione, di una scelta tra più opzioni, ma l’accettare di entrare in una relazione del tutto particolare con Dio.
Quello che ci lega a Dio non è un’idea, un’opinione che abbiamo su di Lui, ma riconoscere che – dal momento in cui noi L’abbiamo lasciato entrare nella nostra esistenza – Lui ha profondamente cambiato la nostra storia.
Quante persone (e anche tanti cristiani) al giorno d’oggi si limitano a dire le solite cose su Gesù, “rispostine da catechismo”, luoghi comuni… come fosse un “argomento da bar”!
Come sono poche – invece – (anche tra noi preti) le persone che parlano di Cristo come una persona viva e presente nella loro vita!
Tanti sono i cristiani (di nome) ma pochi i credenti, pochi i veri testimoni (e Dio sa quanto il mondo abbia bisogno di testimoni!)

La paura non fa più 90

12ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

Non abbiate paura

Gesù ci invita a non aver paura degli uomini e nemmeno della morte. Allo stesso tempo ci mette in guardia e ci invita ad aver paura di chi può far perire la nostra anima, di chi – cioè – ci può privare per sempre della vita con Dio.
Da piccoli – al catechismo – ci hanno insegnato che uno dei Doni dello Spirito Santo è il timor di Dio. Il timore (di Dio) è qualcosa di ben diverso dalla paura (degli altri). Il timor di Dio non è paura della Sua ira! È – invece – amarlo a tal punto da aver paura di offenderlo, di ferirlo, di farlo rimanere male per il nostro poco amore, la nostra poca riconoscenza, il nostro dimenticarci di Lui… Di questo dobbiamo aver paura: di dimenticarci di Dio e della vita eterna che ci attende con Lui.
Il grande Papa San Giovanni Paolo II, fin dalla sua elezione al Soglio Pontificio ci invita a non temere Cristo, ma ad aprirci a Lui, affidandogli tutte le nostre paure: «Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!»

Ma dove la prendo la gioia?

3ª Domenica di Avvento (A)

l'agricoltore attende paziente

Siamo invitati a gioire. Ma quale motivo abbiamo per essere felici, se tutto attorno a noi sembra ingiusto e malvagio? Il segreto della gioia cristiana risiede nella pazienza, nel saper patire, nel non aver paura anche di morire, nell’attesa, sicuri che solo in Dio possiamo confidare.

Sicuro che non sia niente?

Far finta che la morte non sia nulla è un’offesa a Dio

la soglia della morte

Spesso, alla fine dei funerali, qualche parente sale all’ambone a leggere una specie di poesia di un teologo anglicano, che inizia dicendo «La morte non è niente».
Può sembrare bella, consolatoria… ma a mio avviso è un inganno. E non è nemmeno una novità, anzi. E io – sinceramente – non solo sono convinto che la morte sia il momento più alto dell’esistenza, ma – proprio per questo – voglio viverlo in pienezza.