Argomento: legge

Cambio di avvocato?

cambio avvocato

6a Domenica di Pasqua
Per mantenere la promessa del dono dello Spirito Santo Paràclito, Gesù non ci manda un altro avvocato al posto suo, ma un avvocato in più, attraverso il quale starci ancora più vicino, ispirandoci e fortificandoci da dentro.
Fin quando era su questa terra in carne ed ossa, Gesù poteva tutt’al più stare “al fianco” dei suoi, o addirittura sostituirsi ad essi. Adesso che è «tornato al Padre» continua a svolgere la sua missione di avvocato difensore stando addirittura dentro i suoi discepoli, abitando in loro senza più sostituirsi.
È per questo nuovo modo di esserci Paràclito-avvocato che si avvera la sua promessa: «quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo» (Mc 13,11).

Va’ dove non ti porta il cuore

Amate i vostri nemici

7a Domenica del Tempo Ordinario – Quando Gesù ci chiede di essere «perfetti come il Padre nostro celeste» sembra chiederci qualcosa di umanamente impossibile. Ma il primo passo da fare per incamminarsi su questa strada è – anzitutto – considerare che Dio ci ama da sempre e per sempre, e ci ama ancor di più quando meno ce lo meritiamo, quando siamo immersi nei nostri peccati. Solo se sperimentiamo l’immensa misericordia di cui Dio ci ricopre e ci riempie, possiamo cominciare a guardare il mondo e gli altri con gli occhi di Dio, che non fa preferenza di persone. Anzi: fa sorgere il suo sole cominciando proprio dai cattivi; ama tutti indistintamente, a partire proprio dai peccatori.

Dalla testa al cuore

dalla testa al cuore

6a Domenica del Tempo Ordinario – Gesù non è venuto a cambiare le carte in tavola, a rendere “più facile” la religione, il nostro rapporto “dare-avere” con Dio. È venuto per aiutarci a scoprire che l’origine della Legge è il cuore di Dio e la sua destinazione è il cuore dell’uomo. È perché Dio ci ama infinitamente e non vuole che ci accada nulla di male che ci ha donato i suoi Comandamenti. Quello che vuole stabilire con noi non è un patto di sudditanza, ma di alleanza, di amicizia, di amore.
Finché non lo capiremo, Dio rimarrà sempre un padrone esigente da temere (o da ricattare con i nostri fariseismi), non un Padre da amare.

Il primo comandamento? Essere uomini

Buon samaritano

15a Domenica del Tempo Ordinario – Rimanere umili e rimanere uomini sono il fondamento del comandamento dell’amore, l’imprescindibile condizione della carità cristiana. Non si può agire con carità se non vivendo una profonda e universale “umanità”. Il primo passo è chiamare ogni essere umano col suo vero nome (che è quello di ognuno): “uomo”.