Argomento: legge

Contenuti che riguardano l’argomento “legge”

Amicizia condizionata? 6ª Domenica di Pasqua (B)

Amicizia condizionata

Il brano evangelico ascoltato questa domenica è la continuazione di quello di domenica scorsa, e fa un tutt’uno con l’immagine allegorica della vite e dei tralci. Partendo da quella similitudine, ora Gesù ne esplicita il significato e propone l’applicazione concreta: come il tralcio deve rimanere unito alla vite per portare frutto, così noi dobbiamo rimanere nel Suo Amore, perché la Sua gioia sia in noi e la nostra gioia sia piena. Il verbo “rimanere” sta particolarmente a cuore all’evangelista Giovanni… è il verbo della dimora, della frequentazione, e richiama l’esperienza autobiografica del suo primo incontro con Gesù…

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C’è notte e notte. 4ª Domenica di Quaresima (B)

C'è notte e notte...

Il primo passo di questa Quaresima ci ha portati nel deserto, luogo della solitudine, dell’essenzialità e della nostra fragilità… ma anche e soprattutto dell’intimità cuore a cuore con Dio. Il secondo passo ci ha fatti salire sul Monte della Trasfigurazione, per contemplare faccia a faccia il vero volto di Dio, Colui che non pretende nulla, ma tutto dà. Il terzo ci ha fatti entrare nel Tempio che è il nostro cuore, per operare la necessaria purificazione da tutte le immagini sbagliate che ci facciamo di Dio. Oggi siamo in compagnia di Nicodemo…

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Dieci Parole. 3ª Domenica di Quaresima (B)

Dieci Parole di Vita

Il brano evangelico di oggi inizia quasi ricordandoci quanto il tempo corra veloce (se mai ce ne fosse bisogno): «Si avvicinava la Pasqua dei Giudei…». Tra meno di un mese sarà Pasqua anche per noi, e – se il Signore ce lo concederà – potremo rivivere solennemente i grandi misteri della nostra Salvezza. Ma – per adesso – siamo ancora in cammino, e abbiamo ancora dei passi importanti da fare…

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Va’ dove non ti porta il cuore. 7ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

Va' dove non ti porta il cuore

Quando Gesù ci chiede di essere «perfetti come il Padre nostro celeste» sembra chiederci qualcosa di umanamente impossibile. Ma il primo passo da fare per incamminarsi su questa strada è – anzitutto – considerare che Dio ci ama da sempre e per sempre, e ci ama ancor di più quando meno ce lo meritiamo, quando siamo immersi nei nostri peccati. Solo se sperimentiamo l’immensa misericordia di cui Dio ci ricopre e ci riempie, possiamo cominciare a guardare il mondo e gli altri con gli occhi di Dio, che non fa preferenza di persone. Anzi: fa sorgere il suo sole cominciando proprio dai cattivi; ama tutti indistintamente, a partire proprio dai peccatori.

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Dalla testa al cuore. 6ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

dalla testa al cuore

Gesù non è venuto a cambiare le carte in tavola, a rendere “più facile” la religione, il nostro rapporto “dare-avere” con Dio. È venuto per aiutarci a scoprire che l’origine della Legge è il cuore di Dio e la sua destinazione è il cuore dell’uomo. È perché Dio ci ama infinitamente e non vuole che ci accada nulla di male che ci ha donato i suoi Comandamenti. Quello che vuole stabilire con noi non è un patto di sudditanza, ma di alleanza, di amicizia, di amore.
Finché non lo capiremo, Dio rimarrà sempre un padrone esigente da temere (o da ricattare con i nostri fariseismi), non un Padre da amare.

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Zero parole, tanti fatti. 18 dicembre – Novena di Natale 2

zero parole

Giuseppe, che non dice una sola parola (ma non se ne lascia sfuggire nemmeno una di quelle di Dio) è un uomo buono e obbediente. Davanti a lui il Signore può finalmente smettere di “fare lo slalom” tra le obiezioni e le miserie umane: lo sposo di Maria è una porta spalancata davanti ai Suoi disegni di salvezza, il traguardo tanto agognato per realizzare finalmente l’opera della Redenzione.

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Perché “nuovo”? 5ª Domenica di Pasqua (C)

Un comandamento nuovo

5ª Domenica di Pasqua – «Nuovo» è una di quelle parole “magiche” che ci attira subito. Ci piacciono un sacco le cose nuove: ci piace poter cambiare l’auto vecchia con una nuova, il cellulare vecchio con uno nuovo, l’anno vecchio con uno nuovo… La novità ci piace non solo perché (nel caso delle cose) nessuno l’ha mai usata, ma anche perché (nel caso del tempo) non l’abbiamo ancora sperimentata, e quindi lascia spazio all’attesa, alla speranza in qualcosa di buono.
Ma perché Gesù definisce “nuovo” qualcosa che sembra antico come il mondo?
Il comandamento di Gesù è realmente “nuovo”, perché nessuno si era spinto così in là nell’Amore, e perché solo in Cristo ci è data anche la forza per metterlo in pratica.

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