Argomento: libertà

Contenuti che riguardano l’argomento “libertà”

Da che dipende?

30ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

dipende tutto a chi ti sei appeso

Come nel brano di domenica scorsa, la domanda posta a Gesù ha un fine maligno, ma Lui la sa trasformare in occasione di catechesi, per i suoi detrattori di allora e anche per noi oggi.
Anche questa volta Gesù non si limita a rispondere in modo astuto e intelligente, ma invita ad allargare gli orizzonti, a cambiare prospettiva, a considerare le cose dal punto di vista di Dio.

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Dalla testa al cuore

6ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

dalla testa al cuore

Gesù non è venuto a cambiare le carte in tavola, a rendere “più facile” la religione, il nostro rapporto “dare-avere” con Dio. È venuto per aiutarci a scoprire che l’origine della Legge è il cuore di Dio e la sua destinazione è il cuore dell’uomo. È perché Dio ci ama infinitamente e non vuole che ci accada nulla di male che ci ha donato i suoi Comandamenti. Quello che vuole stabilire con noi non è un patto di sudditanza, ma di alleanza, di amicizia, di amore.
Finché non lo capiremo, Dio rimarrà sempre un padrone esigente da temere (o da ricattare con i nostri fariseismi), non un Padre da amare.

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Due o tre passi anche noi, no?

Epifania del Signore

andare incontro a Dio

Dio si è fatto uno di noi e ha assunto la nostra condizione di precarietà. Ci è venuto incontro e continua a farlo, in ogni svolta della nostra vita. Ma – per rispettare la libertà che ci ha donato – si ferma, ogni volta, giusto ad un passo dalla nostra soglia. E bussa, attende. Se vogliamo che l’incontro con l’umanità e la divinità di Cristo si realizzi, occorre che ci alziamo dalle poltrone del nostro comodo immobilismo e facciamo a nostra volta due o tre passi verso di Lui. Non come gli scribi di Gerusalemme, indifferenti alle Scritture, ma come i Magi d’Oriente, ferventi nel seguire la Stella.

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Le lacrime di Dio

Giovedì della 33ª settimana del T.O. (I)

madre e figlio

Gesù piange, e dai suoi occhi prendono carne i sentimenti di Dio. Le lacrime di Gesù aprono uno squarcio sul cuore di Dio, per farci capire quanto il Padre soffra di fronte all’uomo che si preclude volutamente la comunione con il Signore. Il pianto di Dio è un atto di amore, che spera sempre, fino all’ultimo, di convertirci al bene, il nostro bene.

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