Argomento: libertà

Contenuti che riguardano l’argomento “libertà”

Cambiare si può, e si deve!

26ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

cambiare si può

Gesù ci chiede di cambiare profondamente, di smetterla di crederci perfetti e di atteggiarci come se lo fossimo. Sì, perché anche noi – come i «capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo» – crediamo di essere “a posto”, di poter vantare dei crediti verso Dio e verso il resto del mondo. Pensiamo di non dover cambiare una virgola nella nostra vita perché andiamo a Messa la domenica, facciamo l’elemosina etc… ma allora siamo esattamente come il secondo figlio del racconto, che dice di «sì» solo a parole, esteriormente, ma poi non fa la volontà del padre…
Ma Dio non è in cerca di “soldatini” che marciano tutti in fila seguendo una “cerimonia”, ma di persone libere, che si giocano giorno per giorno rispondendo alla Sua chiamata, alle Sue sfide. Egli ci ha donato la libertà, pur sapendo che era un dono difficile da gestire, perché ha deciso di fidarsi di noi, nonostante le nostre fragilità.
Se ci diamo da fare, mettendo in gioco la nostra libertà e tutto noi stessi, ci «sporcheremo le mani», è ovvio… sbaglieremo anche, ma è questo che siamo chiamati a fare.

Dalla testa al cuore

6ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

dalla testa al cuore

Gesù non è venuto a cambiare le carte in tavola, a rendere “più facile” la religione, il nostro rapporto “dare-avere” con Dio. È venuto per aiutarci a scoprire che l’origine della Legge è il cuore di Dio e la sua destinazione è il cuore dell’uomo. È perché Dio ci ama infinitamente e non vuole che ci accada nulla di male che ci ha donato i suoi Comandamenti. Quello che vuole stabilire con noi non è un patto di sudditanza, ma di alleanza, di amicizia, di amore.
Finché non lo capiremo, Dio rimarrà sempre un padrone esigente da temere (o da ricattare con i nostri fariseismi), non un Padre da amare.

Due o tre passi anche noi, no?

Epifania del Signore

andare incontro a Dio

Dio si è fatto uno di noi e ha assunto la nostra condizione di precarietà. Ci è venuto incontro e continua a farlo, in ogni svolta della nostra vita. Ma – per rispettare la libertà che ci ha donato – si ferma, ogni volta, giusto ad un passo dalla nostra soglia. E bussa, attende. Se vogliamo che l’incontro con l’umanità e la divinità di Cristo si realizzi, occorre che ci alziamo dalle poltrone del nostro comodo immobilismo e facciamo a nostra volta due o tre passi verso di Lui. Non come gli scribi di Gerusalemme, indifferenti alle Scritture, ma come i Magi d’Oriente, ferventi nel seguire la Stella.

Le lacrime di Dio

madre e figlio

Giovedì dell 33ª sett. T.O. (I)
Gesù piange, e dai suoi occhi prendono carne i sentimenti di Dio. Le lacrime di Gesù aprono uno squarcio sul cuore di Dio, per farci capire quanto il Padre soffra di fronte all’uomo che si preclude volutamente la comunione con il Signore. Il pianto di Dio è un atto di amore, che spera sempre, fino all’ultimo, di convertirci al bene, il nostro bene.

Liberi da… liberi per…

13ª Domenica del Tempo Ordinario – La libertà non si conquista e non si compra: è un dono, difficile da gestire, perché abbiamo sempre la tentazione di adoperarlo male, come fosse “cosa nostra”. Per il credente la libertà è il dono che Cristo ci ha conquistato a caro prezzo: quello del suo sangue. L’unico modo per vivere da persone libere e rimanere liberi è mettersi al servizio, con Cristo e per Cristo.