Argomento: missione

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«Addio» è il saluto più bello

29ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

«Addio» è il saluto più bello

Cosa significa «rendere a Dio ciò che è di Dio»? È anzitutto riconoscere che siamo «Sua proprietà», ovvero: noi siamo quanto Dio ha di più prezioso, le Sue “monete”, il Suo tesoro. Per questo tesoro Dio è disposto a sacrificare tutto: pur di riaverci “butta all’aria il mondo”, come la donna della parabola che ribalta la casa per trovare la moneta che aveva perduta! (cfr Lc 15,8-10)
Per la nostra crescita spirituale sarebbe importante ripetere spesso, nell’intimo del nostro cuore, questa verità: «Sono fatto a Tua immagine e somiglianza, Signore! Sono il Tuo tesoro!»
Ci aiuterebbe a capire che non apparteniamo a nessun altro che a Lui (nemmeno a noi stessi dobbiamo appartenere!), che solo restituendoci a Dio che ha “coniato” in noi la Sua immagine diventiamo quello che siamo: riflesso del Suo splendore.
Ognuno di noi – poi – ha il compito quotidiano di restituire a Dio arricchite e “abbellite” le persone più vicine (la moglie, il marito, i figli, i propri amici e colleghi di lavoro, i propri parrocchiani…), ma – in questa Giornata Missionaria Mondiale – mi piace leggere questo invito in un’ottica universale. Come missionari del Vangelo siamo chiamati ad aiutare tutti gli uomini (dai più vicini ai più lontani, fino ai confini del mondo) a scoprire che portano in sé l’immagine gloriosa di Dio Creatore e di Gesù Salvatore, che fanno parte del Suo Tesoro, e che sono attesi nel “forziere d’oro” che è il cuore stesso di Dio, da cui sono usciti all’inizio della loro vita terrena.

La paura non fa più 90

12ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

Non abbiate paura

Gesù ci invita a non aver paura degli uomini e nemmeno della morte. Allo stesso tempo ci mette in guardia e ci invita ad aver paura di chi può far perire la nostra anima, di chi – cioè – ci può privare per sempre della vita con Dio.
Da piccoli – al catechismo – ci hanno insegnato che uno dei Doni dello Spirito Santo è il timor di Dio. Il timore (di Dio) è qualcosa di ben diverso dalla paura (degli altri). Il timor di Dio non è paura della Sua ira! È – invece – amarlo a tal punto da aver paura di offenderlo, di ferirlo, di farlo rimanere male per il nostro poco amore, la nostra poca riconoscenza, il nostro dimenticarci di Lui… Di questo dobbiamo aver paura: di dimenticarci di Dio e della vita eterna che ci attende con Lui.
Il grande Papa San Giovanni Paolo II, fin dalla sua elezione al Soglio Pontificio ci invita a non temere Cristo, ma ad aprirci a Lui, affidandogli tutte le nostre paure: «Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!»

Nel dubbio… annuncia!

Ascensione del Signore (A)

dubbi come opportunità

Quale sarà stato il primo annuncio fatto dai discepoli dopo aver ricevuto il mandato missionario da Gesù?
Di sicuro non la loro fede in Lui, dato che erano pieni zeppi di dubbi, ma l’illogica e immeritata fiducia che Gesù aveva appena rinnovato in loro, nonostante le loro paure, i loro tentennamenti, i loro tradimenti.
Se riusciamo ad immedesimarci negli Undici, sapremo anche noi trasformare i nostri dubbi e le nostre paure da ostacolo a opportunità per Dio di mostrare ancora una volta la Sua gloria e il Suo immenso Amore per l’uomo.

A vele spiegate

21 dicembre – 5° giorno della Novena di Natale

a vele spiegate

Maria accoglie la Parola di Dio e non la tiene gelosamente per sé. È discepola ma è subito anche apostola e missionaria. Quello che Dio ha fatto in lei non è un dono da lasciar ammuffire nel cuore, ma da condividere e annunciare. Solo così lo Spirito Santo trova nel nostro cuore una vela spiegata su cui soffiare per trasformare il mondo.