Argomento: rapporto con Dio

Contenuti che riguardano l’argomento “rapporto con Dio”

Cos’è la preghiera? Catechismo del Santo Curato d’Ars

Santo Curato d'Ars in preghiera

In questa memoria del Santo Curato d’Ars (a cui sono molto devoto, non solo perché è patrono dei Parroci), volevo condividere la paginetta stupenda che è riportata nell’Ufficio di Letture del Breviario che noi sacerdoti (e religiosi) preghiamo ogni giorno. Spero possa essere di ispirazione per tanti cristiani, magari anche come meditazione del vangelo di oggi, che ci presenta la preghiera insistente della donna cananea verso Gesù.

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La tempesta necessaria. 12ª Domenica del Tempo Ordinario (B)

La tempesta necessaria

Questa domenica torna un brano che credo (e spero) ci sia rimasto nel cuore da quella indimenticabile e angosciosa sera del 27 marzo 2020, quando il Papa lo commentò in una bellissima omelia, davanti ad una Piazza San Pietro deserta: «Fitte tenebre si sono addensate sulle nostre piazze, strade e città; si sono impadronite delle nostre vite riempiendo tutto di un silenzio assordante e di un vuoto desolante, che paralizza ogni cosa al suo passaggio: si sente nell’aria, si avverte nei gesti…

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Figli speciali di una famiglia unica. Santissima Trinità (B)

Figli speciali di una famiglia unica

Quando arriva questa solennità mi viene sempre il magone e il mal di testa, perché sento su di me il compito difficile di venirvi a spiegare un grande mistero. Ma poi mi immergo nella lettura e nella meditazione della Parola di Dio e subito mi ricordo che non siamo a scuola, ma stiamo celebrando l’Eucaristia, e quindi non siamo convocati per una lezione di teologia dogmatica, ma per contemplare e adorare un mistero grandissimo di cui facciamo parte. Dio è Amore, e l’amore non si può spiegare: si può solo vivere…

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Amicizia condizionata? 6ª Domenica di Pasqua (B)

Amicizia condizionata

Il brano evangelico ascoltato questa domenica è la continuazione di quello di domenica scorsa, e fa un tutt’uno con l’immagine allegorica della vite e dei tralci. Partendo da quella similitudine, ora Gesù ne esplicita il significato e propone l’applicazione concreta: come il tralcio deve rimanere unito alla vite per portare frutto, così noi dobbiamo rimanere nel Suo Amore, perché la Sua gioia sia in noi e la nostra gioia sia piena. Il verbo “rimanere” sta particolarmente a cuore all’evangelista Giovanni… è il verbo della dimora, della frequentazione, e richiama l’esperienza autobiografica del suo primo incontro con Gesù…

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Siamo “Cristo-dipendenti”. 5ª Domenica di Pasqua (B)

Non portiamo frutto se pretendiamo di essere indipendenti da Dio

Ancora una volta Gesù ci propone un’allegoria tratta dalla vita di tutti i giorni: come domenica scorsa abbiamo contemplato il lavoro del pastore, oggi ci invita a considerare quello dell’agricoltore nella vigna. Ma soprattutto – ancora una volta – inizia il suo discorso con un pretenzioso «Io sono»: un’espressione molto forte, inequivocabile, che richiama esplicitamente il modo in cui Dio stesso si era presentato a Mosè che gli chiedeva il Suo nome (cfr Es 3,13-14). Questo modo di parlare aveva fatto infuriare più volte dottori della Legge e scribi, che lo accusavano di bestemmiare (cfr Gv 10,32-33).

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Chi è il tuo pastore? 4ª Domenica di Pasqua (B)

Io sono il buon pastore

Gesù sapeva farsi ascoltare: dai grandi e dai piccoli, dagli intelligenti e dai semplici. Lo faceva con immagini quotidiane, che erano sotto gli occhi di tutti. L’immagine di oggi è quella del pastore (figura che troviamo ogni anno nella quarta domenica di Pasqua, “pescando” alcuni versetti dal capitolo 10 del quarto vangelo). La pastorizia era stata una delle attività prevalenti del popolo ebraico quando ancora era nomade, e lo era anche al tempo di Gesù; perciò quella del pastore era una figura molto famigliare alla gente. Non era semplice fare il pastore: significava trascorrere lunghi periodi in luoghi solitari e impervi…

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Dieci Parole. 3ª Domenica di Quaresima (B)

Dieci Parole di Vita

Il brano evangelico di oggi inizia quasi ricordandoci quanto il tempo corra veloce (se mai ce ne fosse bisogno): «Si avvicinava la Pasqua dei Giudei…». Tra meno di un mese sarà Pasqua anche per noi, e – se il Signore ce lo concederà – potremo rivivere solennemente i grandi misteri della nostra Salvezza. Ma – per adesso – siamo ancora in cammino, e abbiamo ancora dei passi importanti da fare…

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Il vero volto. 2ª Domenica di Quaresima (B)

Il vero volto di Dio

Nella seconda domenica di Quaresima siamo attesi sul Monte Tabor. Settimana scorsa, contemplando Gesù «spinto» dallo Spirito nel deserto, abbiamo cercato di capire il senso di questi quaranta giorni che la Liturgia ci propone ogni anno: la fatica e – al tempo stesso – la bellezza del deserto, sono l’esperienza necessaria per entrare in intimità con Dio e scoprire il nostro essere figli Suoi. Oggi è Gesù a prenderci per mano, e a portarci all’incontro col Padre.

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«Addio» è il saluto più bello. 29ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

«Addio» è il saluto più bello

Una domanda piuttosto attuale, quella fatta a Gesù, visto il ritorno prepotente della crisi economica a causa della pandemia: «è giusto pagare le tasse?»
Facile proporre l’anno bianco fiscale per risollevare le piccole-medie imprese costrette al lockdown… ma poi lo Stato dove li prende i soldi per soccorrere la Sanità e pagare la cassa integrazione a chi rimane senza lavoro?

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