Argomento: senso della vita

Contenuti che riguardano l’argomento “senso della vita”

Il titolo della nostra vita

2ª Domenica di Avvento (B)

Il titolo del vangelo di Marco

Per due domeniche cammineremo assieme a Giovanni il battezzatore, un “monumento” della fede, ma non possiamo parlare subito del Battista senza prima lasciarci “trafiggere” dall’inizio del brano evangelico di oggi. Ci vengono proposti i primi otto versetti del Vangelo di Marco (che ci guiderà per molte delle domeniche di questo nuovo anno liturgico del Ciclo “B”), e il primo versetto è il titolo del libretto stesso.

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Da che dipende?

30ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

dipende tutto a chi ti sei appeso

Come nel brano di domenica scorsa, la domanda posta a Gesù ha un fine maligno, ma Lui la sa trasformare in occasione di catechesi, per i suoi detrattori di allora e anche per noi oggi.
Anche questa volta Gesù non si limita a rispondere in modo astuto e intelligente, ma invita ad allargare gli orizzonti, a cambiare prospettiva, a considerare le cose dal punto di vista di Dio.

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L’abito… fa il monaco!

28ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

l'abito fa il monaco

Chi di noi rifiuterebbe l’invito a una festa? Fosse anche solo un happy hour, un aperitivo, un brunch? Se poi è pure gratis… E invece, il vangelo di oggi ci dipinge a tinte forti l’inspiegabile rifiuto di un invito a nozze.
Dopo la parabola dei due figli (v. due domeniche fa) e quella dei vignaioli omicidi (v. domenica scorsa), Gesù espone un altro racconto che ha come sottofondo l’amaro tema del rifiuto della salvezza da parte del popolo d’Israele.

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Ecco l’uomo

Venerdì Santo

Ecce homo

In questo giorno la Chiesa non celebra l’Eucaristia, perché «lo Sposo le è stato tolto». Siamo invitati ad ascoltare in silenzio, a contemplare e adorare la Croce.
Obbediamo al richiamo dei più insospettabili, Pilato e gli altri pagani, che ci dicono «Ecco l’uomo, ecco il Re dei Giudei, Ecco il Figlio di Dio!»
Non basta essere religiosi, cristiani di nome, per credere che quell’uomo sfigurato dal dolore e dalla cattiveria umana sia la risposta di Dio al male del mondo.
Occorre ascoltare anche l’«Ecco» di Gesù, che ci invita ad accogliere Maria come nostra madre, e farci aiutare da lei a educare anche i nostri occhi, perché «volgendo lo sguardo a Colui che hanno trafitto» vi sappiamo vedere in filigrana la conferma che la fedeltà di Dio non viene meno, anche nei giorni della prova, del dolore e della sofferenza.

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Meglio senza nome che senza vita

Mercoledì Santo

senza nome

Ancora una volta la nostra attenzione va a puntare sulla persona sbagliata. Non è Giuda il traditore a ricoprire il ruolo dell’attore non protagonista di questa vicenda. Non sono nemmeno i discepoli, perché hanno la testa altrove e il cuore già occupato da altri desideri e cose che ritengono più di valore.
Se l’Ultima Cena può avere luogo è perché un “tale” senza nome mette a disposizione la sua casa per Gesù.
Giuda ha svenduto Gesù al prezzo di uno schiavo, ma anche i suoi compari credono che valga di più la loro fama che non il Dono immenso di Cristo nell’Eucaristia.
Credo sia un monito grande per tutti noi, in questa vigilia del Giovedì Santo. Se vorremo essere pronti ad accogliere Gesù che si fa Dono, che ci dona se stesso nella Santa Eucaristia, dovremo prima svuotare il cuore, rinunciare a “farci un nome”, a darci una fama.

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