Argomento: sequela

Contenuti che riguardano l’argomento “sequela”

Star dietro

22ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

Star dietro a Gesù

L’esperienza dolorosa e tragica di Pietro ci mostra come dentro ciascuno di noi ci sia una sorta di “tribunale”, con due scranni: quello dell’accusa e quello della difesa. In mezzo – come un giudice – sta seduto il nostro “io”, la nostra coscienza. A seconda dell’avvocato che facciamo prevalere, cambia totalmente l’esito del nostro giudizio, delle nostre scelte.
Chi sono questi due avvocati?
1. Il Paràclito, lo Spirito Santo, in noi parla sempre a difesa di Dio, e riferendoci le Parole del Padre (proprio come aveva fatto un attimo prima, rivelando a Pietro la vera natura messianica di Gesù).
2. Satana, lo spirito del Maligno – invece – parla sempre contro Dio, accusandolo o storpiandone le parole: basti pensare alla scena di Adamo ed Eva col serpente (cfr Gen 3,1-5).
Se vogliamo agire saggiamente e prendere le decisioni giuste nella nostra vita dobbiamo ascoltare quel “Maestro interiore” (come lo chiamava Sant’Agostino) che è lo Spirito Santo, il Verbo stesso di Dio che parla in noi. Dobbiamo «tornare dietro» a Gesù, lasciarci istruire da Lui.

Per l’Amore di Dio!

13ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

Per Amore di Dio

L’Amore di Dio non è in competizione con gli altri nostri amori, ma è la chiave di lettura di ogni altro amore, perché esso sia vero e non una falsificazione. Gesù non dice «devi amare me invece di tuo padre e tua madre», ma ci chiede di cominciare ad amare anzitutto Lui, (e come ama Lui) e di amare ogni altra creatura in Lui, nel Suo Amore. Allora – e solo allora – i nostri “amori” (a partire da quelli più sinceri e saldi, come i rapporti famigliari) saranno vissuti con la giusta chiave di lettura, non saranno assolutizzati o posti sotto condizione, ma saranno liberi e sinceri.
Siamo invitati a comprendere che l’Amore di Dio è all’origine e all’orizzonte di ogni altro amore. Occorre volgere lo sguardo in alto, non scordare mai di tenere fisso lo sguardo sull’Origine del dono. Ogni amore umano deve rimandare a Dio, che ne è l’origine, altrimenti non è amore.

Le parole stanno a zero

la porta del traguardo

Novena di Natale 2
Giuseppe, che non dice una sola parola (ma non se ne lascia sfuggire nemmeno una di quelle di Dio) è un uomo buono e obbediente. Davanti a lui il Signore può finalmente smettere di “fare lo slalom” tra le obiezioni e le miserie umane: lo sposo di Maria è una porta spalancata davanti ai Suoi disegni di salvezza, il traguardo tanto agognato per realizzare finalmente l’opera della Redenzione.

Ogni male è occasione di bene

Venezia allagata

33ª Domenica del T.O. (C)
Se crediamo in Cristo tanto da seguirne le orme, saremo capaci, come Lui, di trasformare il male in bene. Anche la prova, la persecuzione, diventeranno occasione di testimoniare l’Amore di Dio, come Cristo trasformò la Croce in dono totale di sé.

Miserevoli opere incompiute?

incompiute

23ª Domenica del Tempo Ordinario – Per seguire Gesù è necessario mettere in campo un amore totalmente “Altro”, che potremmo definire “disumano”, nel senso che è divino. Solo Dio è capace di amare così. Egli è l’unico che può chiedere tutto, perché il suo è un Amore che dà tutto e ha già dato tutto. Finché non saremo disposti ad amare così, rimarremo sempre e solo delle “opere incompiute”.

Liberi da… liberi per…

13ª Domenica del Tempo Ordinario – La libertà non si conquista e non si compra: è un dono, difficile da gestire, perché abbiamo sempre la tentazione di adoperarlo male, come fosse “cosa nostra”. Per il credente la libertà è il dono che Cristo ci ha conquistato a caro prezzo: quello del suo sangue. L’unico modo per vivere da persone libere e rimanere liberi è mettersi al servizio, con Cristo e per Cristo.