Argomento: silenzio

Il nostro “sabato santo”

L'uomo che pensa

Che facciamo noi in questo giorno?
La Liturgia e la Tradizione della Chiesa ci dicono che il Nostro Signore, nel tempo del Sabato Santo, è sceso agli inferi a risvegliare Adamo ed Eva e tutti i Giusti che attendevano il Risorto per poter partecipare alla Sua vittoria gloriosa sulla morte.
I cristiani in questo giorno sono invitati a fare silenzio, meditare e digiunare.
Il digiuno non è solo quello del cibo, ma quello da tutto ciò che riteniamo sempre essenziale e indispensabile per la nostra sopravvivenza.
Spesso però, digiunando – anche forzatamente – da alcune cose, “disintossicandoci” da esse, capiamo che davvero non erano essenziali, anzi: erano dannosissime per la nostra vita!
È quello che siamo invitati a fare in questo prolungato “sabato santo” che ci è imposta dalla pandemia e dal conseguente isolamento. Facciamone tesoro!

Stia zitto! Lei non sa chi sono io!

Ssshh! Silenzio!

Novena di Natale 3 – Zaccaria viene ammutolito, ma non è una punizione divina: è la condizione di chi non crede, di chi pensa che Dio debba per forza sempre seguire schemi prestabiliti dalla religione. L’incredulità impedisce non solo di cantare le grandi opere di Dio, ma di entrare in relazione con gli altri. Allo stesso tempo, il silenzio al quale viene ridotto Zaccaria è la condizione essenziale per mettersi nuovamente e sinceramente in ascolto di Dio, per riscoprirlo in una fede sincera che nasce dallo stupore davanti alle Sue opere.

Grande silenzio su tutta la terra…

Cristo Risorto scende negli inferi

Sabato Santo – C’è un’antica omelia di un autore ignoto che è proposta nell’Ufficio di Letture del Breviario per il giorno del Sabato Santo che mi piace condividere con tutti perché è molto evocativa, e ogni volta che la leggo mi commuove fino alle lacrime.
Proprio quando c’è un silenzio surreale sulla terra, proprio quando Dio sembra dormire, disinteressarsi di tutto, essere assente… proprio allora Egli sta operando la nostra Salvezza!