Argomento: sofferenza

Ci interessa il regno dei cieli?

salita al regno dei cieli

16a Domenica del Tempo Ordinario
Non è solo una “tattica” per attirare l’attenzione, quella di Gesù. Il regno è ciò che gli sta più a cuore, è il contenuto del vangelo, ovvero: il regno stesso è la buona notizia! Lo capiamo dall’espressione «il vangelo del regno», usata sia da Matteo che da Luca negli Atti degli Apostoli.
Il richiamo era così martellante e invitante che la gente del tempo si sarà pur fatta qualche domanda… «cosa sarà questo regno? dove sarà? come ci si potrà andare?»
Se non la gente comune, almeno i discepoli, che nel brano di domenica scorsa abbiamo trovato positivamente “curiosi”.
La prima cosa che mi sento di suggerire davanti a questa pagina è di metterci nei panni dei discepoli. Non facciamo l’errore di dire «so già cos’è il regno dei cieli».
Chiediamoci: lo desideriamo davvero questo regno? Oppure lo pensiamo come un posto in cui ad un certo punto dovremo rassegnarci ad andare? È sincera la richiesta «venga il tuo regno» che facciamo ogni giorno nel Padre Nostro?
Se non lo è, facciamoci un serio esame di coscienza…

Chi scappa e chi rimane

Gesù resta al suo posto

Domenica delle Palme – Iniziare la Settimana Santa senza trovarci assieme per una delle celebrazioni più significative e attese della pietà popolare, senza il gioioso corteo dei rami d’ulivo, ci fa sentire ancora più forte la durezza e lo sconforto di questo periodo terribile di isolamento e “distanziamento sociale”. E dal cuore salgono – sempre più vividi – i sentimenti della solitudine e dell’abbandono. L’anima si riempie sempre di più di dubbi, e ci viene sempre più frequente di chiedere a Dio se ci abbia dimenticati, se si sia stancato così tanto di noi da abbandonarci soli a combattere questa terribile prova.
Ma proprio in tutto questo dolore siamo invitati a scendere più in profondità, e dalla solitudine delle nostre case metterci in ascolto più attendo del racconto della Passione, così da non essere più semplici spettatori di uno “show”, ma attori della più grande storia d’Amore. Scopriremo allora che siamo noi quelli che scappano e fuggono di fronte alle sofferenze dell’umanità. Chi invece rimane al Suo posto, fino alla fine, è Dio, che nel Suo Figlio dona la Sua vita per noi.

Meglio che si addormenti Lui…

Gesù dorme durante la tempesta

Una riflessione a partire dall’omelia di Papa Francesco il venerdì 27 marzo, in una Piazza San Pietro deserta, prima di impartire la Benedizione Urbi et Orbi e concedere l’indulgenza plenaria in questo terribile momento di pandemia.
Quando siamo “alla frutta” ci ricordiamo anche del Signore, e lo “tiriamo per la veste”. E se non risponde subito, anche noi – come i discepoli – siamo tentati di pensare che Lui dorma, che non gli importi un granché di noi.
Ma il suo sonno è ben diverso dal nostro. Noi spesso ci addormentiamo prendendo il sonnifero per dimenticare i problemi e le nostre responsabilità… Gesù dorme perché si è abbandonato fiducioso tra le braccia del Padre, confidando il Lui. Nel sonno della Sua morte Gesù ha operato la nostra salvezza.

Quaresima non è quarantena

le Sante Ceneri

Mercoledì delle Ceneri – Il triste momento che stiamo vivendo a causa del Coronavirus dà un sapore surreale all’inizio di questa Santa Quaresima, nella quale non potremo ritrovarci tutti assieme per iniziare un cammino serio di conversione. Anche se è difficile, dobbiamo cogliere l’occasione per vivere lo sconforto e la tristezza delle restrizioni (anche religiose) come occasione per rinnovare in noi in modo più sincero il bisogno e il desiderio dell’incontro, della fraternità, del sentirci Comunità. Chiediamo allora al Signore di non isolarci anche noi cristiani in quarantena, ma di vivere questa Quaresima come un tempo di comunione spirituale ancora più profonda.

Le lacrime di Dio

madre e figlio

Gesù piange, e dai suoi occhi prendono carne i sentimenti di Dio. Le lacrime di Gesù aprono uno squarcio sul cuore di Dio, per farci capire quanto il Padre soffra di fronte all’uomo che si preclude volutamente la comunione con il Signore. Il pianto di Dio è un atto di amore, che spera sempre, fino all’ultimo, di convertirci al bene, il nostro bene.

L’asino e il contadino

l'asino nel pozzo

Trasformare i problemi in opportunità – Quando la vita ci affonda in pozzi neri e profondi, il segreto per uscire più forti dal pozzo è scuoterci la terra di dosso e fare un passo verso l’alto. Ognuno dei nostri problemi si trasformerà in un gradino che ci condurrà verso l’uscita. Anche nei momenti più duri e tristi possiamo risollevarci lasciando alle nostre spalle i problemi più grandi, anche se nessuno ci da una mano per aiutarci.