Argomento: solitudine

La porta e il guardiano

il guardiano e la porta

4a Domenica di Pasqua
Prima ancora di definirsi “Pastore”, Gesù si identifica con la porta: è da qui che la Liturgia e la Tradizione hanno cominciato a identificare il portale delle chiese con Cristo stesso, poiché Egli è colui che ci introduce nella casa del Padre. Lui solo è il «mediatore fra Dio e gli uomini».
Se accogliamo il Suo invito a passare attraverso quella “porta” che è Lui stesso, diventiamo “di casa” anche noi in questo “recinto” che è la Chiesa intesa non come luogo o insieme di riti, ma come comunione vera di intenti con Cristo e i nostri fratelli, che ci fa diventare e rimanere «un solo gregge con un solo pastore».

Chi scappa e chi rimane

Gesù resta al suo posto

Domenica delle Palme – Iniziare la Settimana Santa senza trovarci assieme per una delle celebrazioni più significative e attese della pietà popolare, senza il gioioso corteo dei rami d’ulivo, ci fa sentire ancora più forte la durezza e lo sconforto di questo periodo terribile di isolamento e “distanziamento sociale”. E dal cuore salgono – sempre più vividi – i sentimenti della solitudine e dell’abbandono. L’anima si riempie sempre di più di dubbi, e ci viene sempre più frequente di chiedere a Dio se ci abbia dimenticati, se si sia stancato così tanto di noi da abbandonarci soli a combattere questa terribile prova.
Ma proprio in tutto questo dolore siamo invitati a scendere più in profondità, e dalla solitudine delle nostre case metterci in ascolto più attendo del racconto della Passione, così da non essere più semplici spettatori di uno “show”, ma attori della più grande storia d’Amore. Scopriremo allora che siamo noi quelli che scappano e fuggono di fronte alle sofferenze dell’umanità. Chi invece rimane al Suo posto, fino alla fine, è Dio, che nel Suo Figlio dona la Sua vita per noi.

Vinta è ormai la morte

Vinta è ormai la morte

5a Domenica di Quaresima – In questo cammino alla riscoperta dei doni del nostro Battesimo siamo di fronte la passo più difficile: quello che ci mette a tu per tu con la morte.
Il racconto della vicenda di Lazzaro è scandaloso: sembra quasi che Gesù “giochi” con la nostra paura di morire. Ancora una volta, di fronte alla nostra sofferenza, sembra essere assente, altrove. È un mistero il fatto che Dio permetta la nostra sofferenza e angoscia, ma – proprio perché nemmeno Gesù si è risparmiato la sofferenza della morte e l’angoscia del sentirsi abbandonato persino da Dio nel momento della prova suprema – il Signore ci chiede di fidarci, e di accettare questa prova come necessaria.
Solo accettando di stare nel buio fetore del sepolcro con Lazzaro, di morire e consumarci come il chicco di grano, potremo sperimentare la forza di Cristo sulla morte. Solo allora potremo essere certi che anche per noi ci sarà quel grido di vittoria del Risorto: «Vieni fuori!». Il grido di colui che alla morte intima: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

Siamo fragili, ma non soli

Orme nel deserto

1a Domenica di Quaresima – In questi giorni di paura e preoccupazione facciamo più facilmente esperienza delle nostre fragilità. Crollano tante certezze, svanisce un senso di onnipotenza che spesso caratterizza l’uomo contemporaneo. Questo dovrebbe aiutarci a riflettere anche su una fragilità più nascosta: quella della nostra predisposizione al peccato, al male. Come nel caso della malattia, anche il peccato ci fa percepire profondamente la nostra povertà e solitudine. Ma la Parola di Dio ci assicura che – sì – siamo fragili, ma proprio per questo Dio non ci lascia soli. Non ci abbandona alla tentazione, ma la affronta con noi per aiutarci ad uscirne vittoriosi assieme a Lui.

Grande silenzio su tutta la terra…

Cristo Risorto scende negli inferi

Sabato Santo – C’è un’antica omelia di un autore ignoto che è proposta nell’Ufficio di Letture del Breviario per il giorno del Sabato Santo che mi piace condividere con tutti perché è molto evocativa, e ogni volta che la leggo mi commuove fino alle lacrime.
Proprio quando c’è un silenzio surreale sulla terra, proprio quando Dio sembra dormire, disinteressarsi di tutto, essere assente… proprio allora Egli sta operando la nostra Salvezza!