Argomento: solitudine

Contenuti che riguardano l’argomento “solitudine”

Quaranta |
1ª Domenica di Quaresima (B)

Quaranta giorni, il tempo necessario della prova

Come ogni anno, la prima domenica di Quaresima ci fa meditare sul brano delle tentazioni di Gesù nel deserto. Ma quest’anno siamo nel ciclo liturgico “B”, e il nostro caro amico Marco ci fa gli “sconti di stagione”: quello che Matteo e Luca si dilungano a raccontare con dovizia di particolari, è “liquidato” in due versetti, una riga e mezza. Ormai – però – dovremmo averlo capito: il vangelo di Marco non è un riassunto o un “bigino” degli altri (anche perché è stato il primo a scrivere, quindi – semmai – sono gli altri ad aver copiato da lui), ma è scritto con un’essenzialità tagliente…

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Vogliamo guarire? |
6ª Domenica del Tempo Ordinario (B)

Vogliamo davvero guarire?

Per capire la potenza del gesto di Gesù nel vangelo di oggi, occorrerebbe aver visto anche solo un lebbroso (non vi voglio disgustare qui… ma se avete lo stomaco forte, basta che cercate qualche immagine su Google). La lebbra è una malattia che – già fisicamente – è devastante, inesorabile, orribile, ti consuma pian piano.
A livello sociale era quasi peggio: come abbiamo ascoltato nella prima lettura, la Legge di Mosè imponeva ai lebbrosi di stare alla larga dai centri abitati, di gridare forte la propria miserevole condizione a chi li avvicinasse inavvertitamente…

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Siamo interconnessi |
23ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

interconnessi

Quando ascoltiamo o leggiamo qualcosa, ci rimane sempre impresso ciò che più attira la nostra attenzione… e così – avidi come siamo di far notare agli altri i loro difetti – oggi siamo subito rapiti da quel: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo».
Quanto ci piace rimproverare e rintuzzare gli altri quando sbagliano, mamma mia!

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Chi scappa e chi rimane |
Domenica delle Palme (A)

Gesù non scappa, resta al suo posto

Il cammino di Quaresima ci ha fatto percorrere cinque passi alla riscoperta del nostro Battesimo. Il primo nel deserto, dove Gesù non ci ha abbandonati alla tentazione, ma l’ha affrontata con noi e per noi.
Il secondo sul Tabor, dove abbiamo “sbirciato” la Gloria di Dio che ci attende e abbiamo preso sul serio l’impegno di ascoltare e seguire Gesù…

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Vinta è ormai la morte |
5ª Domenica di Quaresima (A)

Vinta è ormai la morte

In questo cammino alla riscoperta dei doni del nostro Battesimo siamo di fronte la passo più difficile: quello che ci mette a tu per tu con la morte.
Il racconto della vicenda di Lazzaro è scandaloso: sembra quasi che Gesù “giochi” con la nostra paura di morire. Ancora una volta, di fronte alla nostra sofferenza, sembra essere assente, altrove. È un mistero il fatto che Dio permetta la nostra sofferenza e angoscia, ma – proprio perché nemmeno Gesù si è risparmiato la sofferenza della morte e l’angoscia del sentirsi abbandonato persino da Dio nel momento della prova suprema – il Signore ci chiede di fidarci, e di accettare questa prova come necessaria.
Solo accettando di stare nel buio fetore del sepolcro con Lazzaro, di morire e consumarci come il chicco di grano, potremo sperimentare la forza di Cristo sulla morte. Solo allora potremo essere certi che anche per noi ci sarà quel grido di vittoria del Risorto: «Vieni fuori!». Il grido di colui che alla morte intima: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

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