Argomento: speranza

Contenuti che riguardano l’argomento “speranza”

Dormire o vegliare? 11ª Domenica del Tempo Ordinario (B)

Dormire o vegliare?

Dopo le solennità seguite al tempo pasquale, rientriamo finalmente nel Tempo Ordinario, e ricominciamo a leggere in modo continuativo il vangelo stringato (ma denso) nel nostro compagno di viaggio Marco. Ed eccoci di fronte ad una parabola stupenda, che solo lui riporta: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo…

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I segni di chi crede. Ascensione del Signore (B)

I segni che accompagnano quelli che credono

Scrivo queste righe di riflessione col cuore appesantito dalle angosciose notizie che arrivano da Gaza, e mi chiedo se quella terra dalla quale duemila anni fa si staccarono i piedi di Gesù sotto gli occhi dei suoi discepoli si possa ancora chiamare “Santa”… Persino le frasi della prima lettura mi suonano sinistre, lugubri: «ordinò loro di non allontanarsi da Gerusalemme, ma di attendere l’adempimento della promessa…»; «Signore, è questo il tempo nel quale ricostituirai il regno per Israele?»; «Uomini di Galilea, perché state a guardare il cielo?»

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Storie di una tenace speranza. 27ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

Una speranza tenace

C’è ancora una vigna al centro delle parabole di Gesù, per la terza volta. Ma cos’è mai questa vigna?
È il simbolo del mondo, dell’umanità intera, ma soprattutto del popolo scelto ed eletto da Dio, come ci viene detto dal profeta Isaia nella prima lettura di oggi: «Ebbene, la vigna del Signore degli eserciti è la casa d’Israele;
gli abitanti di Giuda sono la sua piantagione preferita».

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Correre sì, ma con una meta! Domenica di Pasqua

Correre

Si corre per tanti motivi nella vita: per paura del pericolo, per la fretta di fare tutto quel che ci tocca, per competere e vincere, per l’impazienza di un incontro gioioso…
Tutti conosciamo quel famoso proverbio del leone e della gazzella che termina con «non importa che tu sia leone o gazzella, l’importante è che cominci a correre».
Anche il cristiano sa che deve correre: è importante che non smetta mai di correre e di aver la forza e il desiderio di correre, ma non per paura di morire, bensì per il desiderio di vivere per sempre, nel Cristo Risorto che vive in eterno.

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