Argomento: speranza

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Storie di una tenace speranza

27ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

Una speranza tenace

Spesso la parabola dei vignaioli omicidi è stata interpretata – con una lettura semplicistica – come la descrizione del rifiuto di Israele (popolo inizialmente destinatario della Promessa) e della conseguente “sostituzione” con il nuovo popolo dell’alleanza: i figli della Chiesa di Cristo. Ebbene, tale lettura ha causato tante sofferenze e distanze nel doveroso dialogo che dobbiamo mantenere coi nostri «fratelli maggiori nella fede» (come li chiamò san Giovanni Paolo II in visita alla sinagoga di Roma).
Nell’affidare la Sua vigna ad altri «figli adottivi», Dio nutre la speranza che i primi si rendano conto di quanto hanno perso e ritornino sui propri passi (questi sentimenti sono descritti in modo mirabile da san Paolo nel capitolo 11 della sua Lettera ai Romani).
Insomma: ancora una volta siamo invitati a leggere queste parabole non tanto (e non solo) come la storia dei nostri fallimenti e delle conseguenti delusioni di Dio, ma come il racconto della Sua tenace speranza. Esse sono l’assicurazione che Egli non si dà mai per vinto di fronte ai nostri rifiuti. Dio continua – tenacemente – a farci la proposta di ricominciare ancora una volta la nostra storia d’Amore con Lui: «Figlio, oggi va’ a lavorare nella vigna» (Mt 21,28).

Correre sì, ma con una meta!

Domenica di Pasqua

Correre

Si corre per tanti motivi nella vita: per paura del pericolo, per la fretta di fare tutto quel che ci tocca, per competere e vincere, per l’impazienza di un incontro gioioso…
Tutti conosciamo quel famoso proverbio del leone e della gazzella che termina con «non importa che tu sia leone o gazzella, l’importante è che cominci a correre».
Anche il cristiano sa che deve correre: è importante che non smetta mai di correre e di aver la forza e il desiderio di correre, ma non per paura di morire, bensì per il desiderio di vivere per sempre, nel Cristo Risorto che vive in eterno.

Spreca tempo solo chi ama

19ª Domenica del Tempo Ordinario (C)

Il tempo "sprecato" per attendere non è buttato

Se è vero che il tempo è prezioso e si è disposti a “perderlo” solo per chi si ama davvero, è bello l’invito che ci fa il Signore ad usare il nostro tempo per attendere, con pazienza, il suo ritorno. Se conosciamo davvero la bontà del nostro Signore, non ci peserà attenderlo, anche quando l’attesa sembrerà troppo lunga o faticosa.

Anche Dio sa sperare

24ª Domenica del Tempo Ordinario – Per capire cosa si agita nel cuore di Dio bisogna provare ad immaginare i sentimenti di quei genitori che hanno sperimentato il rapimento del loro bambino. Il tratto sorprendente che scopriamo nel vangelo di oggi è la capacità di Dio di sperare. Ciò che rende possibile la speranza in Dio è il fatto che Egli non vuole (e, in un certo senso, non può) realizzare quello che desidera per noi senza il nostro consenso. La libertà umana di cui Egli ci ha fatto dono spiega l’esistenza della speranza nel cuore di Dio.