Argomento: Spirito Santo

Contenuti che riguardano l’argomento “Spirito Santo”

Star dietro

22ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

Star dietro a Gesù

L’esperienza dolorosa e tragica di Pietro ci mostra come dentro ciascuno di noi ci sia una sorta di “tribunale”, con due scranni: quello dell’accusa e quello della difesa. In mezzo – come un giudice – sta seduto il nostro “io”, la nostra coscienza. A seconda dell’avvocato che facciamo prevalere, cambia totalmente l’esito del nostro giudizio, delle nostre scelte.
Chi sono questi due avvocati?
1. Il Paràclito, lo Spirito Santo, in noi parla sempre a difesa di Dio, e riferendoci le Parole del Padre (proprio come aveva fatto un attimo prima, rivelando a Pietro la vera natura messianica di Gesù).
2. Satana, lo spirito del Maligno – invece – parla sempre contro Dio, accusandolo o storpiandone le parole: basti pensare alla scena di Adamo ed Eva col serpente (cfr Gen 3,1-5).
Se vogliamo agire saggiamente e prendere le decisioni giuste nella nostra vita dobbiamo ascoltare quel “Maestro interiore” (come lo chiamava Sant’Agostino) che è lo Spirito Santo, il Verbo stesso di Dio che parla in noi. Dobbiamo «tornare dietro» a Gesù, lasciarci istruire da Lui.

Babele o Gerusalemme?

Solennità di Pentecoste (A)

Babele o Gerusalemme?

La Liturgia della Parola di questa Festa propone letture diverse per la Santa Messa della vigilia rispetto a quelle del giorno. In un magistrale accostamento, ci fa ascoltare anzitutto il racconto della torre di Babele e – il giorno successivo – quello della discesa dello Spirito Santo su Maria vergine e gli apostoli radunati nel Cenacolo.
In entrambi i racconti ci sono persone radunate, ma con scopi (ed esiti) ben diversi. A Babele c’è l’intento superbo dell’uomo, che pretende – con le sue sole forze – di innalzarsi al livello di Dio e “rapinare” quel che è in cielo. A Gerusalemme c’è un atteggiamento umile di attesa di un Dono promesso dal cielo.
Anche il nostro mondo può essere “una babele” o una nuova Gerusalemme pronta per la Pentecoste: tutto dipende da cosa ci tiene uniti… la superbia o l’umiltà?

Cambio di avvocato?

6ª Domenica di Pasqua (A)

cambio avvocato

Per mantenere la promessa del dono dello Spirito Santo Paràclito, Gesù non ci manda un altro avvocato al posto suo, ma un avvocato in più, attraverso il quale starci ancora più vicino, ispirandoci e fortificandoci da dentro.
Fin quando era su questa terra in carne ed ossa, Gesù poteva tutt’al più stare “al fianco” dei suoi, o addirittura sostituirsi ad essi. Adesso che è «tornato al Padre» continua a svolgere la sua missione di avvocato difensore stando addirittura dentro i suoi discepoli, abitando in loro senza più sostituirsi.
È per questo nuovo modo di esserci Paràclito-avvocato che si avvera la sua promessa: «quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi prima di quello che direte, ma dite ciò che in quell’ora vi sarà dato: perché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo» (Mc 13,11).

Non dire «sono fatto così»

Lunedì della 2ª settimana di Pasqua

sono fatto così

Il cristiano non può dire «ormai, alla mia età, non posso più cambiare. Io sono fatto così», perché renderebbe vana la Croce di Cristo e la Grazia da Lui conquistata.
Se fossimo solo “carne” potremmo dire che molte cose sono irreparabili. Ma noi non siamo solo carne: siamo spirito. Col Battesimo siamo «rinati dall’alto», e dentro di noi lo Spirito Santo ha messo un germe di vita eterna: la Grazia di Cristo.
Attraverso questo dono noi possiamo continuamente rinnovarci interiormente per assomigliare sempre più a Cristo, che in noi fa morire «le opere della carne» e fa crescere «il frutto dello Spirito» (cfr Gal 5,16-26).

Il gioco vale la candela

Presentazione del Signore

candele accese

Celebrare la Giornata Mondiale della Vita consacrata (e la Giornata Nazionale per la Vita) in questa Festa del Signore ci fa riflettere sul senso profondo della nostra esistenza. Quanto vale una vita? Da cosa si calcola il suo valore? E soprattutto: ha senso “sprecare” una vita intera rinchiusi in un Convento o in un Monastero? Se l’esito di una vita totalmente dedicata alla preghiera è lo stesso incontro di Simeone e Anna, beh… ne vale la pena: il gioco vale la candela.

Concepire per opera dello Spirito

24 dicembre – 8° giorno della Novena di Natale

Spirito Santo Creatore

Zaccaria è finalmente riuscito a scrollarsi di dosso la corazza protettiva del legalismo religioso e – nel silenzio – ha preparato dentro di sé una strada allo Spirito Santo. Ora – ricolmo di quello stesso Spirito (che ha fecondato il cuore di sua moglie e il grembo di Maria) “concepisce” uno dei più bei canti di lode e ringraziamento a Dio che la Sacra Scrittura ci abbia tramandato. Tanto bello che la Chiesa ce lo fa pregare ogni mattino.