Argomento: Tempo di Natale

Omelie e riflessioni sulle letture del Tempo di Natale

Full immersion

Battesimo del Signore (A)

Full immersion

La Liturgia ci chiama a stupirci ancora una volta davanti al mistero dell’Incarnazione. Dio non ha fatto il “turista” scendendo sulla terra, ma si è immerso totalmente nella nostra umanità, si è rivestito completamente della nostra miseria perché noi – grazie al Battesimo – potessimo fare il cammino inverso: spogliarci dell’uomo vecchio con le sue azioni e rivestirci del nuovo, ad immagine di Colui che lo ha creato.

Due o tre passi anche noi, no?

Epifania del Signore

andare incontro a Dio

Dio si è fatto uno di noi e ha assunto la nostra condizione di precarietà. Ci è venuto incontro e continua a farlo, in ogni svolta della nostra vita. Ma – per rispettare la libertà che ci ha donato – si ferma, ogni volta, giusto ad un passo dalla nostra soglia. E bussa, attende. Se vogliamo che l’incontro con l’umanità e la divinità di Cristo si realizzi, occorre che ci alziamo dalle poltrone del nostro comodo immobilismo e facciamo a nostra volta due o tre passi verso di Lui. Non come gli scribi di Gerusalemme, indifferenti alle Scritture, ma come i Magi d’Oriente, ferventi nel seguire la Stella.

Il nostro è un Dio accampato

2ª Domenica dopo Natale

Accampamento di tende

Quando Dio si è incarnato ed è entrato nella nostra storia ha “fatto sul serio”. Non si è accontentato di diventare uomo, ma ha voluto condividere fino in fondo la nostra condizione di precarietà e provvisorietà. Dio ha «piantato la sua tenda tra noi», come un “accampato”, come un nomade, pronto a condividere il nostro “essere di passaggio”, per aiutarci a capire che la precarietà è la condizione di chi attende la vera dimora, la cittadinanza dei cieli.

Guardiamoci in faccia!

Maria Santissima Madre di Dio

il sorriso di una madre

Anche i cristiani hanno qualcosa da festeggiare al passaggio dall’anno vecchio a quello nuovo. Non di certo con riti scaramantici che caccino lontano un anno giudicato cattivo e attirino fortuna e denaro. Il credente benedice Dio per ogni giorno ricevuto da Lui e si impegna a rendere ogni nuovo giorno un giorno “sensato” e migliore. E il primo modo di farlo è comportarsi come il Padre Celeste: sorridendo ad ogni creatura e non distogliendo lo sguardo da nessuno, nemmeno dai nemici.

Trent’anni di silenzio

Santa Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe (A)

Gesù nella bottega di san Giuseppe

Quella di Nazareth è una famiglia come le nostre, alle prese con le fatiche e i problemi quotidiani, e anche con la cattiveria del mondo. Ma con qualcosa da insegnarci: la certezza che Dio vive in mezzo a noi, che il Suo Mistero si nasconde tra le pieghe della quotidianità. Imitare questa famiglia così ordinaria e così speciale significa scrivere una “spiritualità del quotidiano”, del lavoro, dell’educazione dei figli… permeata dalla fede in Dio.

Un bambino è nato per noi

Natale del Signore

troverete un bambino avvolto in fasce

L’annuncio disarmante, alla fine di questo Avvento, è che il Figlio di Dio, per nascere a questo mondo, ha trovato posto solo nella miseria. È stato così allora ed è così anche oggi. Ecco perché non riusciamo a sentire Dio vicino a noi: siamo nel posto sbagliato! Lo cerchiamo nel lusso e tra le luci festose, ma Lui è tra i poveri e gli ultimi della terra. Facciamoci trovare nel posto giusto almeno quest’anno.