Argomento: Tempo di Pasqua

Io credo, noi crediamo

2ª Domenica di Pasqua (A) – “della Divina Misericordia”

Io credo, noi crediamo

«Tutti i credenti stavano insieme e avevano ogni cosa in comune… Ogni giorno erano perseveranti insieme nel tempio e, spezzando il pane nelle case, prendevano cibo con letizia e semplicità di cuore, lodando Dio e godendo il favore di tutto il popolo».
Questo branetto della prima lettura illumina e aiuta a capire il vangelo che ascoltiamo ogni anno la domenica dopo Pasqua.

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Correre sì, ma con una meta!

Domenica di Pasqua

Correre

Si corre per tanti motivi nella vita: per paura del pericolo, per la fretta di fare tutto quel che ci tocca, per competere e vincere, per l’impazienza di un incontro gioioso…
Tutti conosciamo quel famoso proverbio del leone e della gazzella che termina con «non importa che tu sia leone o gazzella, l’importante è che cominci a correre».
Anche il cristiano sa che deve correre: è importante che non smetta mai di correre e di aver la forza e il desiderio di correre, ma non per paura di morire, bensì per il desiderio di vivere per sempre, nel Cristo Risorto che vive in eterno.

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Lo Spirito viene in nostro aiuto

Solennità di Pentecoste (C)

Lo Spirito viene in nostro aiuto

Quante volte, nella nostra società individualista ci si consiglia a vicenda con le parole «ascolta il tuo cuore!», e si intende semplicemente e beceramente «ascolta solo te stesso!». Ma a forza di ascoltare solo noi stessi l’unico esito possibile è sprofondare nel proprio ombelico e morire di asfissìa! Per questo l’uomo si sente sempre più solo. E se anche il cristiano segue questo consiglio egoistico, la sua preghiera non sarà più un dialogo col Padre, ma un monologo sterile, come quello del fariseo davanti all’altare (cfr Lc 18,9-14).
Se vogliamo che le nostre ansie e paure si trasformino nella positiva tensione verso la pienezza della Comunione con Dio dobbiamo imparare a lasciar pregare lo Spirito Santo in noi, e ad ascoltarlo quando prega, per cercare di intuire e decifrare quei «gemiti inesprimibili» con i quali Egli intercede per noi. Recuperiamo il valore e la dimensione della preghiera silenziosa, della contemplazione. Troviamo momenti di “deserto” nella nostra vita, per stare soli, non con noi stessi, ma con Dio, abitàti dal Suo Spirito. Per ascoltare non il nostro cuore, ma il Suo!

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Dio sa quel che sta facendo

Ascensione del Signore (C)

Dio sa

I discepoli erano proprio uomini come noi, sempre un po’ “fuori posto”. Mi riferisco al loro fare spesso domande fuori luogo. Basta leggere l’inizio del capitolo 14 del vangelo di Giovanni, per farci un’idea: prima Tommaso che domanda «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?». E poi Filippo: «Signore, mostraci il Padre, e ci basta!».

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