Argomento: volontà di Dio

Contenuti che riguardano l’argomento “volontà di Dio”

Cambiare si può, e si deve!

26ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

cambiare si può

Gesù ci chiede di cambiare profondamente, di smetterla di crederci perfetti e di atteggiarci come se lo fossimo. Sì, perché anche noi – come i «capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo» – crediamo di essere “a posto”, di poter vantare dei crediti verso Dio e verso il resto del mondo. Pensiamo di non dover cambiare una virgola nella nostra vita perché andiamo a Messa la domenica, facciamo l’elemosina etc… ma allora siamo esattamente come il secondo figlio del racconto, che dice di «sì» solo a parole, esteriormente, ma poi non fa la volontà del padre…
Ma Dio non è in cerca di “soldatini” che marciano tutti in fila seguendo una “cerimonia”, ma di persone libere, che si giocano giorno per giorno rispondendo alla Sua chiamata, alle Sue sfide. Egli ci ha donato la libertà, pur sapendo che era un dono difficile da gestire, perché ha deciso di fidarsi di noi, nonostante le nostre fragilità.
Se ci diamo da fare, mettendo in gioco la nostra libertà e tutto noi stessi, ci «sporcheremo le mani», è ovvio… sbaglieremo anche, ma è questo che siamo chiamati a fare.

Star dietro

22ª Domenica del Tempo Ordinario (A)

Star dietro a Gesù

L’esperienza dolorosa e tragica di Pietro ci mostra come dentro ciascuno di noi ci sia una sorta di “tribunale”, con due scranni: quello dell’accusa e quello della difesa. In mezzo – come un giudice – sta seduto il nostro “io”, la nostra coscienza. A seconda dell’avvocato che facciamo prevalere, cambia totalmente l’esito del nostro giudizio, delle nostre scelte.
Chi sono questi due avvocati?
1. Il Paràclito, lo Spirito Santo, in noi parla sempre a difesa di Dio, e riferendoci le Parole del Padre (proprio come aveva fatto un attimo prima, rivelando a Pietro la vera natura messianica di Gesù).
2. Satana, lo spirito del Maligno – invece – parla sempre contro Dio, accusandolo o storpiandone le parole: basti pensare alla scena di Adamo ed Eva col serpente (cfr Gen 3,1-5).
Se vogliamo agire saggiamente e prendere le decisioni giuste nella nostra vita dobbiamo ascoltare quel “Maestro interiore” (come lo chiamava Sant’Agostino) che è lo Spirito Santo, il Verbo stesso di Dio che parla in noi. Dobbiamo «tornare dietro» a Gesù, lasciarci istruire da Lui.

Tirar giù il cielo in terra

Assunzione della Beata Vergine Maria

Il cielo in terra

Maria è stata assunta in cielo con tutta se stessa, in anima e corpo, perché aveva già cominciato a “vivere in cielo” durante la sua esistenza terrena.
Se c’è una persona che ha reso vere nella sua vita le parole del Padre Nostro «come in cielo, così in terra», quella è proprio la Madonna.
Cosa ci insegna oggi Maria? Che l’Assunzione non è un evento che accadrà un giorno, chissà quando, alla fine della nostra vita terrena (magari sperando che sia il più tardi possibile). Ascenderemo – quel giorno – solo se avremo iniziato a salire su, un poco alla volta, ogni giorno, come ha fatto Maria. Alla fine della nostra esistenza terrena non andremo in cielo se non l’avremo “tirato giù”, qui su questa terra, giorno per giorno, parola dopo parola, azione dopo azione, vivendo da «figli del Regno».
Guardiamo Maria e i Santi, perché la loro sorte di gloria è riservata anche a noi, ma non stiamo con le mani in mano; facciamo ogni giorno la volontà di Dio, facciamo che anche in noi Cielo e terra si tocchino: «Se siete risorti con Cristo, cercate le cose di lassù, dove è Cristo, seduto alla destra di Dio; rivolgete il pensiero alle cose di lassù, non a quelle della terra».