Colui che toglie il peccato del mondo

Colui che toglie il peccato del mondo
Omelia per mercoledì 3 gennaio 2024

Letture: 1Gv 2,29-3,6; Sal 97 (98); Gv 1,29-34

C’è un legame forte tra il brano di vangelo e quello della prima lettura che oggi la Liturgia ci fa ascoltare, ed è la proclamazione della realtà e della missione di Cristo:

Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo!»

Il Battista, il più grande tra i profeti e i nati di donna,1 punta il dito e ci indica la direzione in cui guardare, ma ci dice anche come guardare quell’uomo nato a Betlemme e cresciuto a Nazaret, dicendoci subito che non è un semplice uomo.

Non dimentichiamo che è Dio

In questi ultimi giorni del tempo di Natale, dopo averci fatto contemplare con meraviglia e stupore l’abbassamento di Dio che in Gesù si è fatto uomo, la Liturgia ci invita a non fare l’errore di dimenticare che questo bambino è il Messia, il Figlio di Dio.

Già nella prima lettura di ieri l’evangelista Giovanni ci metteva in guardia da questa eresia:

chi è il bugiardo se non colui che nega che Gesù è il Cristo?

Credo che anche ai nostri giorni viviamo una sorta di moderno arianesimo di ritorno, che riduce Gesù a un semplice uomo saggio che regala perle di saggezza per “vivere bene”.

Vero Dio e vero uomo

Dio non è sceso in terra par abbandonare totalmente il Suo essere Dio e “ridursi” a un semplice uomo, ma per portare a compimento in sé l’unione di tutta la nostra umanità e di tutta la Sua divinità.

È il mistero che abbiamo contemplato anche nella solennità della Divina Maternità di Maria.

Solo Gesù «vero Dio e vero uomo» poteva portare a termine la missione che si era prefisso: la nostra salvezza.

Il suo compito e togliere

Dio si è fatto uomo per salvarci, per liberarci dal peccato e dalla morte; è l’affermazione che chiude il brano della prima lettura (e che si lega all’esclamazione del Battista nel vangelo):

Voi sapete che egli si manifestò per togliere i peccati

Dio si è fatto uomo ed è apparso tra noi appositamente per questo: non per “farsi un giro turistico” sulla terra o semplicemente solidarizzare con la nostra povertà, ma per liberarci dal peccato.

Un Gesù che non fosse il Cristo, che non fosse Dio, non ci servirebbe a nulla! Noi abbiamo assoluto bisogno di qualcuno che ci possa liberare dal peccato e dalle conseguenze del peccato, cioè la morte!

Togliere di mezzo, sollevare…

Provate – per curiosità – ad aprire la pagina del dizionario greco al verbo àiro (che è tradotto con “togliere”), e vedrete che anche solo la quantità di significati elencati vi farà sentire l’importanza dell’opera di salvezza che solo Gesù vero Dio e vero uomo può operare!

Oltre a «togliere di mezzo» e «sollevare», è stupendo il «prendere sopra di sé», che ricorda il caricarsi sulle spalle la croce e tutti nostri peccati.

Forse è perché non abbiamo la vera percezione di quanto mortifero sia il peccato che non ci rendiamo conto di quanto bisogno abbiamo di un Salvatore potente2 che ci possa perdonare i peccati.

  1. Cfr Mt 11,9.11. ↩︎
  2. Cfr Lc 1,69; Mc 2,10. ↩︎