24a Domenica del Tempo Ordinario

Es 32,7-11.13-14; Sal 511Tm 1,12-17;  Lc 15,1-32

Il vangelo di questa domenica è lunghissimo, tutto il capitolo 15 di Luca. E immaginiamo il contesto…

Gesù fa questo lungo discorso (composto di tre racconti) per aiutare il cuore duro degli scribi e dei farisei a capire quanto sia diverso il modo di procedere di Dio, del suo cuore.

E di certo abbiamo bisogno anche noi di stare così a lungo ad ascoltare il cuore di Dio, per capirlo anche solo un po’…

Le parabole della misericordia

Solo Dio ha un cuore veramente “misericordioso” (questa parola viene dal latino miseri cordem dare: “dare il proprio cuore al misero”), proprio perché non solo tratta allo stesso modo giusti ed ingiusti (cfr Mt 5,45) ma ha una predilezione maggiore per i peccatori

Egli gioisce più per il ritrovamento di chi si era smarrito che non per chi era rimasto sempre dalla sua parte.

La cosa sembra paradossale e ci rivela già la distanza tra il nostro amore e quello di Dio. Ma si può tentare di capirla anche attraverso esempi umani.

Due esempi facili da capire

Bisogna provare ad immaginare i sentimenti di quei genitori che hanno sperimentato il rapimento del loro bambino per capire cosa si agita nel cuore di Dio…

Certo che nessuno vorrebbe mai vivere una simile esperienza di ansia e dolore!

Ma quando quei genitori hanno la fortuna di riabbracciare il loro bimbo, provano una gioia che non avrebbero mai provato né immaginato se non fosse successo niente.

Lo stesso si può pensare di due innamorati che, attraverso l’ascolto e il perdono reciproco, gustano una gioia immensa nel ritrovarsi dopo aver sperimentato il terrore tremendo di perdersi l’un l’altro per sempre.

La sorpresa del cuore “così umano” di Dio

Il tratto sorprendente che scopriamo nel vangelo di oggi è la capacità di Dio di sperare.

Noi sappiamo che la speranza è quel sentimento che nasce dal nostro non poter conoscere il futuro. Noi speriamo che le cose vadano per il meglio…

Ma come può Dio, che conosce anche il futuro, avere nel suo cuore la speranza?

Ciò che rende possibile la speranza in Dio è il fatto che Egli non vuole (e, in un certo senso, non può) realizzare quello che desidera per noi senza il nostro consenso.

La libertà umana di cui Egli ci ha fatto dono spiega l’esistenza della speranza nel cuore di Dio.

Ed è meraviglioso scorgere un po’ di questa speranza, di questo Amore immenso di Dio per noi mentre

«”si precipita” incontro al figlio, “gli butta le braccia al collo”. Senza chiedere nulla, senza esitare, senza neppure fissarlo un istante in faccia per non umiliarlo, e specialmente per non fargli vedere la sofferenza che ha sofferto: la lunga sofferenza di Dio per l’uomo lontano, per al creatura delle sue viscere».

(David Maria Turoldo, Anche Dio è infelice, Piemme 1991,
dalla prefazione di Geno Pampaloni).

Vi consiglio questo testo di Padre Turoldo come immensa e sapienziale meditazione sull’Amore infinito che si trova nel cuore di Dio.