Argomento: misericordia

Qual è il nome di Dio?

Il nome di Dio

Santissima Trinità
Quante immagini sbagliate di Dio si è fatto l’uomo nei secoli! Quante volte l’ha chiamato in causa dove non c’entrava nulla! Quello che Dio ci lascia conoscere di sé (per quanto possa apparire poco rispetto alla Sua immensità) è fondamentale proprio per definire ciò che Egli non è. Quel «misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e di fedeltà» – per esempio – è il nome che sconfessa e cancella di netto il “dio vendicativo” che spesso immaginiamo, specie in occasione delle pandemie e dei vari disastri naturali.
Dio ha tanti nomi, e ogni volta che entriamo più in profondità nel rapporto con Lui ce ne svela uno nuovo, oppure ne rende significativo uno in particolare, a seconda dell’esperienza unica e speciale che facciamo di Lui. Un po’ come quando, tra veri amici (o tra innamorati) ci si dà dei soprannomi o dei vezzeggiativi pieni di affetto che si possono usare solo tra quelle due persone e solo in determinati contesti.

Io credo, noi crediamo

Andiamo a Messa!

2a Domenica di Pasqua (della Divina Misericordia)
Non si può essere cristiani da soli. Non si può dire «io credo in Dio, ma non nella Chiesa… io sono credente ma non praticante», se no facciamo la fine di Tommaso.
San Tommaso ha fatto fatica a credere nel Risorto perché il giorno di Pasqua era da solo, si era separato dal resto della Comunità.
Quando stiamo da soli (come ci costringe questa tremenda pandemia) rischiamo di perdere il senso delle cose, della vita, di noi stessi… e perdiamo anche la fede.
Gesù non vuole fare di noi tanti singoli “bravi credenti”, ma desidera formare un’unica famiglia, radunata nel Suo nome per celebrare l’Eucaristia ogni domenica. Allora si realizza la sua promessa: «dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

Chi è il discepolo amato?

Il bacio di Giuda

Martedì Santo
Di fronte all’annuncio del tradimento, siamo anche noi curiosi, come i discepoli, di sapere chi sarà mai il furfante che si macchierà di una simile colpa. Come nei Sinottici, chiediamo anche noi «sono forse io, Signore?», con un atteggiamento di falsa e pelosa umiltà.
Oppure, come nel brano di Giovanni ascoltato oggi, non siamo nemmeno così coraggiosi e bisbigliamo, mandando avanti l’agnello sacrificale che – per il rapporto speciale che ha col Maestro – si prenda la responsabilità di fare lui una domanda scomoda a nome di tutti.
Ma invece di domandarci chi sarà a tradirlo, ci siamo mai chiesti «chi è il discepolo amato?».
Anche qui: si fa alla svelta a dire che è Giovanni, oppure un “discepolo ideale immaginario”… Ben più difficile è chiedersi: «sono forse io, Signore, quello che Tu ami più di tutti?»
Perché se ben ci pensiamo, sono proprio quelli che lo meritano meno ad essere l’oggetto dell’Amore spropositato di Gesù.
E quindi Giuda, poi Pietro, poi… io, tu, e tutti quelli che – proprio per le loro infedeltà – si sono guadagnati la misura più alta della Sua Misericordia.

Di più di “di più”

mare infinito

«La misura dell’amore è amare senza misura», scriveva San Bernardo di Chiaravalle. Se pensiamo che nell’amore si possa ragionare in termini di quantità (come credeva l’apostolo Pietro – chiedendo quante volte bisogna perdonare al fratello) partiamo già col piede sbagliato. L’amore è questione di qualità. O ami con tutto te stesso o non ami affatto! E visto che il perdono è la forma più grande dell’Amore, perdonare davvero è possibile solo se si perdona sempre, e a chiunque.
Solo Dio ci può insegnare questo. E non ce lo insegna “teoricamente”, ma proprio facendoci destinatari ogni giorno di una misura incommensurabile di Amore e Misericordia.
Riusciremo a non dimenticare subito quanto e quale Amore abbiamo ricevuto, così da donarlo a nostra volta ai fratelli?

Va’ dove non ti porta il cuore

Amate i vostri nemici

7a Domenica del Tempo Ordinario – Quando Gesù ci chiede di essere «perfetti come il Padre nostro celeste» sembra chiederci qualcosa di umanamente impossibile. Ma il primo passo da fare per incamminarsi su questa strada è – anzitutto – considerare che Dio ci ama da sempre e per sempre, e ci ama ancor di più quando meno ce lo meritiamo, quando siamo immersi nei nostri peccati. Solo se sperimentiamo l’immensa misericordia di cui Dio ci ricopre e ci riempie, possiamo cominciare a guardare il mondo e gli altri con gli occhi di Dio, che non fa preferenza di persone. Anzi: fa sorgere il suo sole cominciando proprio dai cattivi; ama tutti indistintamente, a partire proprio dai peccatori.

di generazione in generazione…

di generazione in generazione

Novena di Natale 1 – Leggere la genealogia di Gesù in maniera non distratta ci conferma ancora una volta di più che Dio non ha timore delle nostre miserie, anzi: è venuto nella storia proprio per incontrare la nostra miseria e renderla parte del Suo progetto di Amore. Il Vangelo, la Buona Notizia, non nasconde i nomi di chi ha peccato, ma li elenca come parte integrante ed essenziale del venire di Cristo in questo mondo.