Incomprensibile

Amore incomprensibile
Omelia per sabato 20 gennaio 2024

Letture: 2Sam 1,1-4.11-12.17.19.23-27; Sal 79 (80); Mc 3,20-21

“Incomprensibile” è l’unico aggettivo che mi viene in mente per descrivere la reazione di Davide di fronte alla notizia della morte di Saul.

Magari fuori contesto…

Chi leggesse la pagina proposta dalla prima lettura di oggi senza conoscerne il contesto potrebbe pensare al lamento di una persona che ha perso il più caro e prezioso degli amici, a un figlio che piange la morte del padre tanto amato…

Ma conoscendo i fatti…

Invece, è Davide che piange la morte del suo più acerrimo nemico, di colui che ha tentato per quasi tutta la vita di ucciderlo per invidia e gelosia (nonostante l’avesse risparmiato da una possibile e facile vendetta, come leggevamo nella pagina di ieri).

Come è possibile?

È vero che Davide e Gionata erano legati da un profondo sentimento di amicizia, e quindi l’ultima parte del lamento è del tutto motivata, ma l’atteggiamento di sincero dolore di Davide si estende anche a Saul:

Davide afferrò le sue vesti e le stracciò… piansero e digiunarono fino a sera per Saul e Giònata, suo figlio…

Allora Davide intonò questo lamento su Saul e suo figlio Giònata:

«…O Saul e Giònata, amabili e gentili,
né in vita né in morte furono divisi…
Figlie d’Israele, piangete su Saul…»

Umanamente incomprensibile

Chiamare “amabile” e “gentile” chi ha cercato di ucciderti fino ad un attimo prima non è del tutto incomprensibile e inconcepibile?

Eppure, di fronte alla notizia della morte del re, Davide dimentica tutto il male ricevuto.

Le sue parole non suonano solo come un atto di perdono, ma ben di più: sono parole di stima e affetto sinceri.

Un anticipo di Vangelo

Credo davvero che alcune pagine dell’Antico Testamento siano una sorta di “protovangelo”, perché nel comportamento umanamente incomprensibile di Davide non si può non intravedere già quello di Cristo agonizzante sulla croce, che chiede perdono per i Suoi crocifissori e li scusa (cfr Lc 23,34).

Ciò che può sembrare inconcepibile, incomprensibile e impossibile se lo si considera con occhi e cuore semplicemente umani, non lo è se lo si guarda con gli occhi di Cristo dalla Croce.

È di questo sguardo che dobbiamo chiedere al Padre di farci capaci.