Chiedere un cuore docile

Chiedere un cuore docile
Omelia per sabato 3 febbraio 2024

Letture: 1Re 3,4-13; Sal 118 (119); Mc 6,30-34

La prima lettura di oggi riporta il celebre sogno di Salomone, da poco diventato re al posto di suo padre Davide.

Il racconto è sorprendente, perché – davanti all’invito di Dio di chiedere quello che vuole – egli non domanda né una vita lunga, né la ricchezza, né la vittoria contro i nemici, ma «un cuore docile».

Un cuore che sa ascoltare

La traduzione letterale sarebbe «un cuore ascoltante», cioè «un cuore che sia capace di mettersi in ascolto di un “docente”».

Salomone fa questa richiesta perché riconosce di essere solo un ragazzo, incapace di regolarsi e di guidare un popolo così numeroso.

Egli «sa di non sapere», come il vero saggio di Socrate; sa di aver sempre bisogno di un maestro, e che quel Maestro può essere solo Dio (cfr Gv 6,68).

Distinguere il bene e il male

Perciò chiede al Signore un cuore che – dopo averLo ascoltato – sia capace di «distinguere il bene dal male», per saper così «rendere giustizia al popolo» che gli ha affidato.

È l’esatto contrario di quanto successo in occasione del peccato originale: in quel caso, i nostri progenitori vollero arrogarsi il diritto di poter decidere autonomamente sul bene e sul male, senza passare dal giudizio di Dio (cfr Gen 3).

Salomone chiede a Dio di aiutarlo a giudicare, a scegliere in modo giusto, per sé e per gli altri… in una parola: chiede il dono del discernimento.

Arroganza o umiltà

Questa pagina ha molto da insegnarci, perché il peccato più frequente che commettiamo è proprio quello dell’arroganza e della superbia di crederci “grandi abbastanza”, così intelligenti da poter capire tutto, da poter distinguere il bene dal male e poter giudicare tutto e tutti.

Il motto dell’uomo moderno è quello di una pubblicità degli anni ’80 per un famoso dopobarba: «per l’uomo che non deve chiedere mai».

Invece noi non siamo altro che dei bambini, inesperti su tutto, e sempre bisognosi di imparare.

Non aver paura di chiedere

Dobbiamo fare come i discepoli che, spesso, quando rimanevano da soli con Gesù, gli chiedevano spiegazioni su tutto quello che non capivano, e Gesù spiegava loro con pazienza ogni cosa (cfr Mt 13,36; Mt 15,15).

Lo dico spesso a tanti cristiani: se avete dubbi su qualche argomento di fede, non andate a casaccio, non decidete in base a quello che fanno tutti… non abbiate paura di chiedere!

Tra i compiti del nostro ministero di sacerdoti c’è anche quello di insegnare, e di consigliare i dubbiosi, di guidare le coscienze e formarle alla conoscenza della verità.

Non c’è nulla che agiti il nostro cuore quanto un dubbio di coscienza! Non è bello e rasserenante, invece, quando qualcuno che sa come comportarsi e ha l’autorità per consigliarci, ci solleva l’animo?