Argomento: coraggio

La paura non fa più 90

Non abbiate paura

12a Domenica del Tempo Ordinario
Gesù ci invita a non aver paura degli uomini e nemmeno della morte. Allo stesso tempo ci mette in guardia e ci invita ad aver paura di chi può far perire la nostra anima, di chi – cioè – ci può privare per sempre della vita con Dio.
Da piccoli – al catechismo – ci hanno insegnato che uno dei Doni dello Spirito Santo è il timor di Dio. Il timore (di Dio) è qualcosa di ben diverso dalla paura (degli altri). Il timor di Dio non è paura della Sua ira! È – invece – amarlo a tal punto da aver paura di offenderlo, di ferirlo, di farlo rimanere male per il nostro poco amore, la nostra poca riconoscenza, il nostro dimenticarci di Lui… Di questo dobbiamo aver paura: di dimenticarci di Dio e della vita eterna che ci attende con Lui.
Il grande Papa San Giovanni Paolo II, fin dalla sua elezione al Soglio Pontificio ci invita a non temere Cristo, ma ad aprirci a Lui, affidandogli tutte le nostre paure: «Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!»

L’anfora vuota e il cuore pieno

Anfora vuota

3a Domenica di Quaresima – La Liturgia della Quaresima ci fa percorrere un cammino catecumenale, di riscoperta del nostro Battesimo. Ogni domenica una nuova tappa, un nuovo gradino.
Dopo aver sperimentato nel deserto il dubbio di non essere figli di Dio e aver scoperto che Dio non ci abbandona alla tentazione ma la affronta con noi, siamo saliti sul Tabor a “sbirciare” la gloria e la gioia che ci attendono, e abbiamo scoperto che per arrivarci dobbiamo impegnarci ad ascoltare il Figlio di Dio, a prenderlo sul serio e incamminarci con Lui sulla via della Croce. Oggi, in questo terzo passo del nostro cammino, siamo a tu per tu con la nostra sete e la sete di Dio. Scopriamo che noi spesso cerchiamo di appagare la nostra sete e i nostri desideri con un’acqua “stagnante”, e che invece Dio – che ha sete dell’incontro con noi – desidera saziarla per sempre con il dono del Suo Santo Spirito, fonte di acqua viva che zampilla in noi per la vita eterna. Anche noi – come la Samaritana – diciamo a Gesù: «Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete!»

Ma dove la prendo la gioia?

l'agricoltore attende paziente

3a Domenica di Avvento – Siamo invitati a gioire. Ma quale motivo abbiamo per essere felici, se tutto attorno a noi sembra ingiusto e malvagio? Il segreto della gioia cristiana risiede nella pazienza, nel saper patire, nel non aver paura anche di morire, nell’attesa, sicuri che solo in Dio possiamo confidare.

Se hai un Patrono così…

S.Alessandro martire, Patrono della Città e della Diocesi di Bergamo. Patrono è colui che sceglie di sua spontanea volontà di agire da padre e protettore per te, anche se non lo è e non lo meriteresti. Cosa devono fare i figli verso il loro padre? Obbedirgli, imparare da lui, imitarlo, renderlo orgoglioso… Così dovrebbe accadere anche da parte dei figli spirituali verso il loro Patrono. Ma se come patrono si ha un martire?