Argomento: discepolo

Contenuti che riguardano l’argomento “discepolo”

A due a due. 15ª Domenica del Tempo Ordinario (B)

a due a due

Non era andata un granché bene l’esperienza di predicazione a Nazaret (l’abbiamo ascoltato domenica scorsa)… e se c’era rimasto male Gesù, sicuramente non ne saranno stati entusiasti nemmeno i suoi discepoli. Dalle “stelle” e dall’euforia di Cafarnao erano precipitati nelle “stalle” di Nazaret, nel rifiuto, nel pregiudizio, nella maldicenza. Proviamo ad immedesimarci: subito dopo quel clamoroso flop, con che spirito avranno accolto i Dodici l’invio in missione? E noi – al posto loro – saremmo partiti?

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Un’epidemia da non fermare. 2ª Domenica del Tempo Ordinario (B)

l'annuncio di fede è contagioso come un'epidemia

Siamo tornati nel Tempo Ordinario, ma la Liturgia ci ribadisce subito che – quando c’è di mezzo il Signore – nulla è più straordinario del nostro quotidiano, e le pagine della Scrittura che ci sono offerte in questa seconda domenica ne sono la conferma: cosa c’è di più unico e straordinario (per un credente) del primo incontro con il Signore? La vocazione del piccolo Samuele nella prima lettura e quella dei primi discepoli nel vangelo sono pagine di assoluto splendore, nelle quali specchiarsi e rileggere la propria esperienza.

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Chi è il discepolo amato? Martedì Santo

Il bacio di Giuda

Di fronte all’annuncio del tradimento, siamo anche noi curiosi, come i discepoli, di sapere chi sarà mai il furfante che si macchierà di una simile colpa. Come nei Sinottici, chiediamo anche noi «sono forse io, Signore?», con un atteggiamento di falsa e pelosa umiltà.
Oppure, come nel brano di Giovanni ascoltato oggi, non siamo nemmeno così coraggiosi e bisbigliamo, mandando avanti l’agnello sacrificale che – per il rapporto speciale che ha col Maestro – si prenda la responsabilità di fare lui una domanda scomoda a nome di tutti.
Ma invece di domandarci chi sarà a tradirlo, ci siamo mai chiesti «chi è il discepolo amato?».
Anche qui: si fa alla svelta a dire che è Giovanni, oppure un “discepolo ideale immaginario”… Ben più difficile è chiedersi: «sono forse io, Signore, quello che Tu ami più di tutti?»
Perché se ben ci pensiamo, sono proprio quelli che lo meritano meno ad essere l’oggetto dell’Amore spropositato di Gesù.
E quindi Giuda, poi Pietro, poi… io, tu, e tutti quelli che – proprio per le loro infedeltà – si sono guadagnati la misura più alta della Sua Misericordia.

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