Argomento: dono

Contenuti che riguardano l’argomento “dono”

Zitto e mangia! 19ª Domenica del Tempo Ordinario (B)

Zitto e mangia!

C’è un tratto comune tra la vicenda del profeta Elia narrata nella prima lettura e la reazione dei Giudei nei confronti del discorso di Gesù: la lamentela, la mormorazione. Quando Gesù dice «Non mormorate tra voi» allude a un atteggiamento costante nel racconto dell’Esodo: appena il popolo si trovava davanti a una difficoltà cominciava a “frignare”, contestando Mosè, e – in fin dei conti – Dio stesso. Credo che in questo comportamento possiamo ritrovarci un po’ tutti, chi più, chi meno.

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Salvi a prezzo del sangue. Santissimo Corpo e Sangue di Cristo (B)

A prezzo del sangue di Cristo

Otto: questo è il numero di volte che la Liturgia ci fa ascoltare la parola “sangue” nei brani scelti per questa solennità. Ed è ancora poco, se pensate che nell’intera Bibbia il termine ricorre ben 393 volte! Non vi sembra un po’ splatter la Sacra Scrittura? Quasi un libro dell’orrore! Per non impressionare nessuno, potrei cercare di “dribblare” l’argomento, parlandovi del significato teologico della Santa Eucaristia (il che non sarebbe sbagliato)… ma farei un grosso torto non solo alla Liturgia…

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Lo Spirito ci guida. Solennità di Pentecoste (B)

Lo Spirito ci guida

Questa solennità chiude il lungo Tempo liturgico di Pasqua (ben sette settimane!), ma – allo stesso tempo – spalanca un nuovo cammino: come dicevo già domenica scorsa, Gesù – tornando al Padre – inaugura il Tempo della Chiesa, affidando ai Suoi discepoli il compito di andare in tutto il mondo a proclamare il Vangelo a ogni creatura. Questo tempo, però, non sarebbe possibile senza il Dono che la Chiesa intera attende e riceve da sempre, fin da quel preciso momento in cui il Risorto…

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Chi è il tuo pastore? 4ª Domenica di Pasqua (B)

Io sono il buon pastore

Gesù sapeva farsi ascoltare: dai grandi e dai piccoli, dagli intelligenti e dai semplici. Lo faceva con immagini quotidiane, che erano sotto gli occhi di tutti. L’immagine di oggi è quella del pastore (figura che troviamo ogni anno nella quarta domenica di Pasqua, “pescando” alcuni versetti dal capitolo 10 del quarto vangelo). La pastorizia era stata una delle attività prevalenti del popolo ebraico quando ancora era nomade, e lo era anche al tempo di Gesù; perciò quella del pastore era una figura molto famigliare alla gente. Non era semplice fare il pastore: significava trascorrere lunghi periodi in luoghi solitari e impervi…

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Sacerdoti in eterno. Depositari di un dono immenso

sacerdoti in eterno

Per il secondo anno non ho partecipato alla Santa Messa del Crisma. L’anno scorso perché eravamo in pieno lockdown (quello duro, vero, mica come quello di adesso) e non erano permesse celebrazioni pubbliche. Quest’anno perché – nonostante si sia potuta celebrare – le restrizioni e i posti contingentati hanno permesso solo a pochi sacerdoti rappresentanti delle varie Fraternità Presbiterali di parteciparvi. È un momento che mi manca, affettivamente. Mi manca la possibilità di trovami a concelebrare con tanti sacerdoti, di tutte le età, e scorgere la freschezza spirituale e la fede sincera…

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Compassione. 5ª Domenica di Quaresima (B)

La compassione di Dio per noi

Il vangelo dell’anno scorso ci ha portati davanti al sepolcro di Lazzaro, per assistere ad un gesto grandioso di risurrezione: una prefigurazione, un anticipo di quella di Gesù. Un grande “quadro” presentato ai catecumeni per illustrare la potenza di Cristo, che nella sua Pasqua opera il passaggio dalla morte alla vita in ogni uomo che crede in Lui. Anche la pagina di oggi – seppure in modo meno “plateale” – ci aiuta a riflettere su questo tema, e lo fa con un’immagine stupenda, tratta dalla natura, con cui Gesù – in una sola riga – scrive un intero libro di filosofia, un mirabile trattato sul senso della vita…

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Meglio senza nome che senza vita. Mercoledì Santo

senza nome

Ancora una volta la nostra attenzione va a puntare sulla persona sbagliata. Non è Giuda il traditore a ricoprire il ruolo dell’attore non protagonista di questa vicenda. Non sono nemmeno i discepoli, perché hanno la testa altrove e il cuore già occupato da altri desideri e cose che ritengono più di valore.
Se l’Ultima Cena può avere luogo è perché un “tale” senza nome mette a disposizione la sua casa per Gesù.
Giuda ha svenduto Gesù al prezzo di uno schiavo, ma anche i suoi compari credono che valga di più la loro fama che non il Dono immenso di Cristo nell’Eucaristia.
Credo sia un monito grande per tutti noi, in questa vigilia del Giovedì Santo. Se vorremo essere pronti ad accogliere Gesù che si fa Dono, che ci dona se stesso nella Santa Eucaristia, dovremo prima svuotare il cuore, rinunciare a “farci un nome”, a darci una fama.

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