Nel segreto del cuore scaturisce la gioia vera

Dio parla nel segreto del nostro cuore
Commento alle letture di mercoledì 21 giugno 2023

Letture: 2Cor 9,6-11; Sal 111 (112); Mt 6,1-6.16-18

Anche oggi la prima lettura e il vangelo si specchiano l’una nell’altro. Continuando a “solleticare” la sensibilità dei Corinti per spingerli ad essere generosi nella colletta per i cristiani di Gerusalemme, Paolo lancia un detto che è diventato famoso:

chi semina scarsamente, scarsamente raccoglierà e chi semina con larghezza, con larghezza raccoglierà.

Si raccoglie ciò che si semina, insomma.

Al centro la grazia di Dio

Ma, ancora una volta, non è questo il succo del discorso dell’apostolo, perché al centro di tutto c’è sempre la grazia di Dio, che suscita la generosità nel cuore dell’uomo, come dicevo già ieri:

Dio ha potere di far abbondare in voi ogni grazia perché, avendo sempre il necessario in tutto, possiate compiere generosamente tutte le opere di bene.

#appuntalaparola

Quello che però deve diventare per noi un proverbio e più di un proverbio (oserei dire, una delle “parole da appuntare” e farne uno dei nostri hashtag) è l’invito a donare con serenità e con gioia:

Ciascuno dia secondo quanto ha deciso nel suo cuore, non con tristezza né per forza, perché Dio ama chi dona con gioia.

«Dio ama chi dona con gioia»: è questo l’ennesimo Post-it da appiccicare sullo sportello del nostro frigorifero.

La carta d’identità del cristiano

Il Beato Pier Giorgio Frassati diceva che la gioia, la letizia, la serenità, il sorriso sul volto, sono la carta d’identità del cristiano.

Ma cos’è che dà gioia ad un uomo?

La gioia è ben diversa dalla semplice contentezza o soddisfazione, come ho più volte ribadito: non è qualcosa di superficiale e passeggero, una semplice sensazione, ma una grazia che abita il cuore in modo permanente.

Autocitandomi, ripeto che la contentezza è un “prodotto umano”, mentre la felicità è un Dono di Dio.

È la ricompensa del Padre di cui parla Gesù nel vangelo di oggi (brano che leggiamo ogni anno il Mercoledì delle Ceneri).

Dio ci parla nel segreto cuore

Il nostro rapporto con Dio si gioca tutto lì: in quel luogo segreto e intimo che è il nostro cuore.

Noi siamo Tempio dello Spirito Santo (cfr 1Cor 6,19), e il nostro intimo è il Santo dei Santi, come insegna il Magistero:

La coscienza è il nucleo più segreto e il sacrario dell’uomo, dove egli si trova solo con Dio, la cui voce risuona nell’intimità propria.

(Concilio Ecumenico Vaticano II, Gaudium et spes 16)

Lo aveva capito il grande sant’Agostino, rileggendo la sua conversione:

 Tu eri all’interno di me più del mio intimo e più in alto della mia parte più alta.

(Agostino d’Ippona, Confessioni, III, 6, 11)

Lo sguardo di un Padre

Se Lo incontriamo lì, nel segreto del cuore, allora Lo conosceremo veramente, e capiremo che Dio è nostro Padre, non il nostro padrone.

Un padre e una madre ti conoscono e capiscono nel profondo, nell’intimo: basta uno sguardo d’intesa.

Dello sguardo di un padrone esigente, invece, si ha paura e soggezione.

E dello sguardo degli altri – peggio ancora – si diventa schiavi, proprio come gli ipocriti denunciati da Gesù, che non fanno nulla se non per attirare l’attenzione e ricevere approvazione.

Dormire sonni tranquilli

La vera gioia è vedere il sorriso di Dio che illumina il segreto più profondo del nostro cuore (cfr Nm 6,24-26).

Per questo, dico sempre a me stesso e ai tanti penitenti ansiosi che incontro in confessionale:

Sai cosa ti fa andare a letto tranquillo e dormire sereno per tutta la notte? Sapere che hai fatto tutto quello che potevi fare e l’hai fatto con gioia, perché rende orgoglioso il tuo Padre Celeste.

Quello che pensano gli altri di te è un problema loro: tu curati di piacere a Dio.