Argomento: conversione

Vinta è ormai la morte

Vinta è ormai la morte

5a Domenica di Quaresima – In questo cammino alla riscoperta dei doni del nostro Battesimo siamo di fronte la passo più difficile: quello che ci mette a tu per tu con la morte.
Il racconto della vicenda di Lazzaro è scandaloso: sembra quasi che Gesù “giochi” con la nostra paura di morire. Ancora una volta, di fronte alla nostra sofferenza, sembra essere assente, altrove. E’ un mistero il fatto che Dio permetta la nostra sofferenza e angoscia, ma – proprio perché nemmeno Gesù si è risparmiato la sofferenza della morte e l’angoscia del sentirsi abbandonato persino da Dio nel momento della prova suprema – il Signore ci chiede di fidarci, e di accettare questa prova come necessaria.
Solo accettando di stare nel buio fetore del sepolcro con Lazzaro, di morire e consumarci come il chicco di grano, potremo sperimentare la forza di Cristo sulla morte. Solo allora potremo essere certi che anche per noi ci sarà quel grido di vittoria del Risorto: «Vieni fuori!». Il grido di colui che alla morte intima: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

Il cieco nato

Ero cieco e ora ci vedo

4a Domenica di Quaresima – Se siamo convinti di vederci bene, di saper già tutto, di non dover mai rimettere in discussione la nostra vita, non possiamo crescere nella fede. Potrebbero succedere attorno a noi le più grandi meraviglie ma non saremo mai in grado di leggervi dietro la presenza e la mano di Dio, che continua in modo misterioso a creare e ricreare l’uomo e il mondo. Come i discepoli ci fermeremo a chiedere «di chi è la colpa?». Come i farisei continueremo a catalogare tutto il mondo con gli schemi della legge antica, e non saremo in grado di vedere le grandi opere di Dio.
Dobbiamo chiedere al Signore di guarire, di ricreare i nostri occhi, così da saper riconoscere in Lui il Signore della storia e gettarci ai suoi piedi per adorarlo.

Anfora vuota

L’anfora vuota e il cuore pieno

3a Domenica di Quaresima – La Liturgia della Quaresima ci fa percorrere un cammino catecumenale, di riscoperta del nostro Battesimo. Ogni domenica una nuova tappa, un nuovo gradino.
Dopo aver sperimentato nel deserto il dubbio di non essere figli di Dio e aver scoperto che Dio non ci abbandona alla tentazione ma la affronta con noi, siamo saliti sul Tabor a “sbirciare” la gloria e la gioia che ci attendono, e abbiamo scoperto che per arrivarci dobbiamo impegnarci ad ascoltare il Figlio di Dio, a prenderlo sul serio e incamminarci con Lui sulla via della Croce. Oggi, in questo terzo passo del nostro cammino, siamo a tu per tu con la nostra sete e la sete di Dio. Scopriamo che noi spesso cerchiamo di appagare la nostra sete e i nostri desideri con un’acqua “stagnante”, e che invece Dio – che ha sete dell’incontro con noi – desidera saziarla per sempre con il dono del Suo Santo Spirito, fonte di acqua viva che zampilla in noi per la vita eterna. Anche noi – come la Samaritana – diciamo a Gesù: «Signore, dammi quest’acqua, perché io non abbia più sete!»

è ora di cambiare tutto

Adesso basta! Si cambia tutto

Novena di Natale 7 – La conversione non è un cambiare tanto per cambiare (col rischio di buttare ciò che era meglio tenere), ma il farsi “nuovi dentro” per accogliere la novità dirompente del Vangelo. Quando finalmente Zaccaria lascia fare a Dio, la sua vita si rinnova completamente, ed inizia a profumare di gioia e di festa.

il tempo sfugge

Paziente ma… in fretta

31a Domenica del Tempo Ordinario – Dio è paziente e misericordioso. Non solo di indole, ma di nome. Gesù ce lo ha mostrato, incarnando questa parola e rendendola vita. Ma quando – dopo tutta la pazienza divina – finalmente si realizza l’incontro, non è più tempo di tentennare. Occorre – come Zaccheo – scendere subito dal nostro comodo sicomoro.