Argomento: Fede

Nella tentazione vince chi scappa

Nella tentazione vince chi scappa

19a Domenica del Tempo ordinario
Perché Gesù deve costringere i discepoli ad andare via da quella folla che fino ad un attimo prima non sopportavano e volevano togliersi dai piedi?
Perché adesso erano diventati “famosi”. Tutti li osannavano, come i discepoli di un “messia” capace di far “saltar fuori” il pane dal nulla.
Perché allora non godersi un po’ di notorietà? Dopo tanta fatica è bello anche essere osannati, no?
Eccola lì – servita su un piatto d’argento – la tentazione più subdola: crogiolarsi sugli allori, godersi il meritato successo.
Niente di più deleterio e pericoloso per il discepolo! Specialmente dopo il duro insegnamento che Gesù aveva voluto dare con quel «voi stessi date loro da mangiare»: la gratuità!
L’unico modo per non farsi irretire dalla tentazione del successo è “darsela a gambe levate”, sparire, e alla svelta!
Ma i discepoli non la volevano capire: erano ormai “ubriachi” delle lodi e dei complimenti della gente, ammaliati come dal canto delle sirene.
Ecco il motivo della costrizione imposta loro da Gesù, come quella di un bravo genitore, che a volte deve ricorrere alla coercizione per togliere i propri figli dai pericoli che – da soli – non capiscono di correre.

Diecimila e un “perché?”

Perché? ...e perché? ...ma perché?

15a Domenica del Tempo Ordinario
Cosa hanno i discepoli di così diverso perché Gesù dica loro «a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli»?
Sono migliori degli altri? Hanno dei meriti da vantare? No di certo! I vangeli ce li presentano spietatamente, in tutta la loro fragilità.
Loro però, di fronte alla Parola, non sono rimasti indifferenti, ma l’hanno fatta diventare essenziale. Loro hanno preso sul serio l’invito finale di Gesù: «Chi ha orecchi, ascolti».
Un conto è “sentire”, un altro è “ascoltare”. Tutti coloro che hanno le orecchie (e non hanno problemi di udito) ci sentono, ma non tutti ascoltano. Anzi, la maggior parte – oggi come allora – non è disposta ad ascoltare.
I discepoli, invece, ogni volta che non capivano qualcosa non sono andati avanti alla cieca, e nemmeno hanno cercato in se stessi o nel mondo le risposte, ma hanno rivolto a Gesù la “fastidiosa” parola magica: «perché?»
Credo proprio che anche questo continuare a tempestare il Signore di assillanti e impertinenti «perché?» sia una caratteristica di quel «diventare come bambini» che Gesù raccomanda a chi vuole entrare nel Regno dei cieli (cfr Mt 18,3).

Nel dubbio… annuncia!

dubbi come opportunità

Ascensione del Signore
Quale sarà stato il primo annuncio fatto dai discepoli dopo aver ricevuto il mandato missionario da Gesù?
Di sicuro non la loro fede in Lui, dato che erano pieni zeppi di dubbi, ma l’illogica e immeritata fiducia che Gesù aveva appena rinnovato in loro, nonostante le loro paure, i loro tentennamenti, i loro tradimenti.
Se riusciamo ad immedesimarci negli Undici, sapremo anche noi trasformare i nostri dubbi e le nostre paure da ostacolo a opportunità per Dio di mostrare ancora una volta la Sua gloria e il Suo immenso Amore per l’uomo.

Assenza ed essenza

Assenza ed essenza

Due parole sulla “fase 2” dei cristiani
Abbiamo sentito l’assenza di tante cose in questi giorni di lockdown, compresa l’Eucaristia…
Condivido qui due “pensieri ad alta voce” su questi primi giorni di ripresa della “vita eucaristica”, senza la pretesa di esprimere giudizi o insegnare nulla… è quello che mi frulla in testa e rimesta nel cuore.
Ultimamente in TV passa spesso la pubblicità di una famosa catena di supermercati, che dice: «In questi giorni abbiamo compreso il vero valore della parola “indispensabile”».
Siamo proprio così sicuri? Abbiamo davvero imparato a distinguere ciò che è essenziale da ciò che è superfluo?

L’ignoranza ci salverà

ignoranza sana

5a Domenica di Pasqua
A volte i discepoli sembrano ridicoli nel porre domande impertinenti a Gesù. Eppure, proprio rispondendo a quelle domande, Gesù ci ha rivelato le più imperscrutabili altezze della sua verità di Figlio di Dio. Tommaso e Filippo appartengono a quei “piccoli” che il Padre Celeste predilige per rivelare i misteri della Sua Gloria.
Dobbiamo imparare anche noi quella sana “ignoranza” che è la base dell’umiltà e della fede.
La fede che Gesù invita ad avere in Lui per non farsi turbare il cuore è «sapere di non sapere mai abbastanza», sapere di non poter confidare in se stessi, di non aver altro appoggio sicuro che il Signore.

Eucaristia domestica

I discepoli di Emmaus

3a Domenica di Pasqua
Il racconto dei due discepoli di Emmaus ci aiuta ad approfondire il senso dell’Eucaristia che celebriamo e di come essa si inserisce nella nostra quotidianità.
In questo difficile e triste periodo in cui siamo obbligati al “digiuno eucaristico” dobbiamo però cogliere l’opportunità di riscoprire quella “eucaristia” quotidiana che si rinnova ogni giorno sulla mensa delle nostre case, chiamate ad essere delle piccole “chiese domestiche”.
Anche lì la Parola chiede di diventare carne intrecciandosi con la nostra vita e noi siamo chiamati a “spezzarci”, diventando cibo e offerta gli uni per gli altri.