Argomento: Fede

Vinta è ormai la morte

Vinta è ormai la morte

5a Domenica di Quaresima – In questo cammino alla riscoperta dei doni del nostro Battesimo siamo di fronte la passo più difficile: quello che ci mette a tu per tu con la morte.
Il racconto della vicenda di Lazzaro è scandaloso: sembra quasi che Gesù “giochi” con la nostra paura di morire. Ancora una volta, di fronte alla nostra sofferenza, sembra essere assente, altrove. E’ un mistero il fatto che Dio permetta la nostra sofferenza e angoscia, ma – proprio perché nemmeno Gesù si è risparmiato la sofferenza della morte e l’angoscia del sentirsi abbandonato persino da Dio nel momento della prova suprema – il Signore ci chiede di fidarci, e di accettare questa prova come necessaria.
Solo accettando di stare nel buio fetore del sepolcro con Lazzaro, di morire e consumarci come il chicco di grano, potremo sperimentare la forza di Cristo sulla morte. Solo allora potremo essere certi che anche per noi ci sarà quel grido di vittoria del Risorto: «Vieni fuori!». Il grido di colui che alla morte intima: «Liberàtelo e lasciàtelo andare».

Gesù dorme durante la tempesta

Meglio che si addormenti Lui…

Una riflessione a partire dall’omelia di Papa Francesco il venerdì 27 marzo, in una Piazza San Pietro deserta, prima di impartire la Benedizione Urbi et Orbi e concedere l’indulgenza plenaria in questo terribile momento di pandemia.
Quando siamo “alla frutta” ci ricordiamo anche del Signore, e lo “tiriamo per la veste”. E se non risponde subito, anche noi – come i discepoli – siamo tentati di pensare che Lui dorma, che non gli importi un granché di noi.
Ma il suo sonno è ben diverso dal nostro. Noi spesso ci addormentiamo prendendo il sonnifero per dimenticare i problemi e le nostre responsabilità… Gesù dorme perché si è abbandonato fiducioso tra le braccia del Padre, confidando il Lui. Nel sonno della Sua morte Gesù ha operato la nostra salvezza.

Non giocare a nascondino!

5a Domenica del Tempo Ordinario – Molti cristiani moderni hanno vergogna di ammettere di essere credenti. Preferiscono essere cristiani “in incognito”, per evitare la fatica di essere coerenti con quanto professano, di rispondere di fronte agli altri della speranza che portano dentro. Ma un cristiano vergognoso è inutile, anzi dannoso, perché chi è in cerca della Verità, incontrandolo si scoraggia ancor di più. Dobbiamo essere luminosi e saporiti. Lo dobbiamo al Padre nostro Celeste, che desidera farsi conoscere da tutti gli uomini.

la luce della Parola di Dio

Lampada per i miei passi

3a Domenica del Tempo Ordinario – Domenica della Parola di Dio. Quante volte brancoliamo nel buio, alla ricerca di un senso nella nostra vita? Quante volte tutto ci sembra illogico e inutile? Quante volte il nostro cuore è vuoto e triste? Il motivo è molto semplice: non lo nutriamo di quell’unico cibo che lo può ristorare: la Parola di Dio. Siamo inescusabili noi cristiani se non apriamo le Scritture e non ne facciamo il nostro nutrimento, perché per noi non è come ai tempi degli antichi profeti, quando la Parola di Dio poteva essere solo intuita e intravista. Noi abbiamo ricevuto in dono la Parola eterna e viva del Padre: Gesù Cristo! Sia Lui, Parola fatta carne, la nostra luce, la guida sul nostro cammino.

Ssshh! Silenzio!

Stia zitto! Lei non sa chi sono io!

Novena di Natale 3 – Zaccaria viene ammutolito, ma non è una punizione divina: è la condizione di chi non crede, di chi pensa che Dio debba per forza sempre seguire schemi prestabiliti dalla religione. L’incredulità impedisce non solo di cantare le grandi opere di Dio, ma di entrare in relazione con gli altri. Allo stesso tempo, il silenzio al quale viene ridotto Zaccaria è la condizione essenziale per mettersi nuovamente e sinceramente in ascolto di Dio, per riscoprirlo in una fede sincera che nasce dallo stupore davanti alle Sue opere.

Venezia allagata

Ogni male è occasione di bene

33a Domenica del Tempo Ordinario – Se crediamo in Cristo tanto da seguirne le orme, saremo capaci, come Lui, di trasformare il male in bene. Anche la prova, la persecuzione, diventeranno occasione di testimoniare l’Amore di Dio, come Cristo trasformò la Croce in dono totale di sé.